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Coronavirus, aperture anticipate? Ecco la decisione del governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:18
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Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, risponde alle Regioni che hanno chiesto di anticipare la fine del lockdown imposto dal Coronavirus.

Niente fughe in avanti: la fine del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus seguirà la tabella di marcia indicata. Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, “chiude” alle Regioni sulla richiesta di aperture anticipate, ribadendo nel corso della videoconferenza con i governatori la linea del governo. E cioè: dall’11 maggio esame dei dati del monitoraggio del ministero della Salute sul contagio da Coronavirus e, sulla base di questi, dal 18 maggio possibili differenziazioni regionali nelle riaperture, anche in base alle linee guida dell’Inail. Fino ad allora bisognerà aspettare e pazientare.

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Verso l’uscita dall’emergenza Coronavirus

In mattinata, durante la Conferenza delle Regioni, i governatori avevano invece messo sul tavolo la richiesta di aprire da lunedì 11 il commercio al dettaglio, dando poi la possibilità di gestire il resto delle riaperture dal 18 con le ordinanze. Il governo, però, preferisce seguire la linea di massima cautela tracciata nei giorni scorsi, onde evitare il rischio di una ripresa dei contagi che vanifichi gli sforzi fatti sinora.

Già una settimana fa Boccia, durante la videoconferenza con i governatori, aveva annunciato “scelte differenziate” tra le Regioni, in base al principio secondo cui “contagi giù uguale più aperture e viceversa”. Nella stessa sede, però, il ministro aveva ribadito l’importanza dell’unità nazionale e, quindi, di evitare “fughe in avanti” come quella della regione Calabria. E oggi lo stesso Boccia ha alluso tanto all’ordinanza della governatrice Santelli che a quella del sindaco di Ferrara – il quale vuole riaprire anche i negozi non alimentari lunedì 11 – sostenendo che una simile decisione non segue le linee guida nazionali stabilite in accordo con l’Inail e, di conseguenza, mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori.

EDS

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