Lotterie, lunedì si riparte. Ma il sindaco di Bergamo attacca il governo

Da lunedì si potrà tornare a comprare biglietti delle lotterie. Tornano 10&Lotto e WinforLife, dal 4 maggio via anche le estrazioni di Lotto e Superenalotto e dall’11 le scommesse.

Rimpinguare entrate fiscali in un momento in cui, a causa dell’emergenza Coronavirus, servono decine di miliardi da stanziare a sostegno di famiglie e imprese. Dev’essere questo il motivo principale che ha spinto il governo a rimettere in vendita già da lunedì prossimo 10&Lotto e WinForLife, e di far ripartire dal 4 maggio le estrazioni di Lotto e Superenalotto (e dall’11 le scommesse). Le associazioni che si occupano di ludopatia, però, non ci stanno e avvertono che durante il lockdown siano aumentate le richieste di aiuto da parte dei giocatori compulsivi in piena astinenza. Un’altra bomba che rischia di esplodere in piena emergenza sanitaria, economica e sociale.

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La polemica sulla revoca del blocco per le lotterie

Anche diversi amministratori locali di spicco, a partire dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori, criticano la scelta del governo di far ripartire l’azzardo prima delle aziende e dei negozi. Su Change.org è stata anche lanciata una raccolta firme per chiedere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di non “sbagliare il primo passo”, iniziativa nata da una lettera dell’economista Luigino Bruni pubblicata sul sito di Vita.

“L’azzardo (che non è un gioco) in Italia è una vera epidemia sociale, che coinvolge soprattutto persone più fragili”, ha scritto Bruni rivolgendosi al premier Conte. “È di fatto una tassa sui poveri, che non di rado dilapidano i pochi denari risucchiati in spirali di dipendenza nelle quali affondano intere famiglie. Stiamo uscendo più poveri da questa crisi senza precedenti, e chi era già povero e in condizioni di marginalità lo sarà ancora di più. Allora, Le chiedo: come è possibile riaprire i giochi addirittura prima delle attività produttive?”

Certo è che gli italiani sono un popolo di giocatori: spendono ogni anno più di 100 miliardi di euro il lotterie e simili, che fruttano oltre 15 miliardi per le casse dell’Erario. Basti pensare che  il solo stop di Lotto e Superenalotto per 44 giorni è costato circa 200 milioni. Ecco quindi che il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, ha disposto che dal 27 aprile riprenda nelle tabaccherie la raccolta di 10&Lotto, Millionday Winforlife e Winforlife Vincicasa, le cui estrazioni “avvengono da remoto, mantenendo in ogni caso l’obbligo di spegnimento dei monitor e dei televisori”.

Decisione che non va giù al governatore lombardo Attilio Fontana, secondo cui riaprire l’azzardo è “pericoloso e sbagliato. Noi non siamo d’accordo. È un segnale sbagliato per la lotta alla ludopatia e pericoloso per gli assembramenti”. Critico anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: “Il 27 aprile il 10eLotto, il 4 maggio il Superenalotto, l’11 maggio scommesse e slot machine. C’è l’Italia bloccata e non sappiamo niente di preciso sulla riapertura di imprese, negozi e scuole. Tutto chiaro invece sull’azzardo, per lo Stato la prima industria da far ripartire…”.

EDS

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