Altri 4 medici morti di Coronavirus: il totale sale a 150

Un odontoiatra, un geriatra, un primario emerito e un medico di medicina generale sono le ultime vittime del Coronavirus tra i camici bianchi. 

Coronavirus Lombardia

Altri 4 medici, purtroppo, sono morti a causa del Coronavirus in Italia. Si tratta di un odontoiatra, un geriatra, un primario emerito e di un medico di medicina generale. Con loro il totale delle vittime tra i camici bianchi sale a ben 150.

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Ad annunciare la triste notizia è la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che riporta nel suo portale listato a lutto l’elenco di tutti colleghi deceduti. In totale, stando ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, sono quasi 20.000 – 19.628 per l’esattezza gli operatori sanitari contagiati.

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Il triste bilancio delle vittime del Coronavirus

L’ultimo nome inserito nell’elenco dei medici morti stilato dalla Fnomceo è quello di Guido Retta, primario emerito, ortopedico, consulente di tribunale, in pensione, dopo che ieri sera la Federazione aveva segnalato il decesso di Gianbattista Perego.

Intanto la categoria riaccende la polemica con il governo, definendo “del tutto deludente” l’attenzione riservata agli ospedali nel decreto “Cura Italia”, per bocca di Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed. Per il sindacato dei medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale, “governo e Parlamento dimenticano” i medici “eroi”, gli “angeli” e anche i martiri: “Risparmiateci, caro presidente del Consiglio, cari ministri e cari parlamentari, vuote retoriche che mai si trasformano in atti concreti di riconoscimento e valorizzazione della nostra categoria, e arrossite per ‘leggi vergogna’ che hanno legittimato condizioni di lavoro che hanno portato a malattia e morte tanti colleghi”.

La nuova legge non soddisfa, spiega Palermo, “anzitutto perché conferma la sciagurata legislazione vigente che esclude gli operatori sanitari dall’obbligo precauzionale di quarantena nell’ipotesi di contatti stretti e non protetti con casi confermati di malattia, trasformandoli in malati a loro volta e untori”, poi perché “consente l’utilizzo della mascherina chirurgica, un semplice presidio medico, al posto delle maschere filtranti Ffp2/Ffp3, prescritte dalla normativa europea e dalle linee guida delle società scientifiche come dispositivi di protezione individuale per il rischio biologico elevato”. “Un combinato disposto normativo, provato come nefasto dalle evidenze sul campo, che è alla base dei contagi negli ospedali, trasformati in luoghi di diffusione della malattia Covid-19, nel vuoto di indicazioni e programmi coerenti” è l’amara conclusione.

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EDS