Coronavirus: i dati della Protezione Civile e gli effetti del lockdown

Emergenza Coronavirus in Italia: come leggere i dati giornalieri diffusi dalla Protezione Civile e gli effetti del lockdown nel nostro Paese.

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Molte polemiche, in queste settimane, sono emerse sul rapporto quotidiano della Protezione Civile, che emette un bollettino del contagio. I dati vengono considerati ormai largamente incompleti. Ma perché quindi è importante continuare a seguirli?

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La realtà dei fatti ci dice oggi che quei dati sono in realtà molto più affidabili e completi in questi giorni piuttosto che un mese fa. Difatti, basandosi sul numero dei tamponi e sulle ospedalizzazioni, in questi giorni danno un quadro sicuramente più completi.

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A cosa serve il lockdown e i dati del Coronavirus in Italia

(PAU BARRENA/AFP via Getty Images)

Come noto, in questi ultimi 10 giorni c’è stata un’impennata dei tamponi effettuati e nello stesso tempo una percentuale molto più bassa di positivi. Prendiamo l’esempio della Lombardia, la regione più colpita: ieri erano 827 i nuovi positivi su 7098 campioni effettuati, con un’incidenza dell’11,6%. L’incidenza media è del 27,1%. Il calo del numero di positivi per numero di tamponi effettuati è un dato che riguarda comunque tutta Italia. Il dato dei nuovi casi positivi giornalieri, in base al principio dell’aumento dei tamponi, è dunque sicuramente più importante oggi che un mese fa, per esempio.

Non solo: altri dati importanti riguardano le terapie intensive e i ricoverati con sintomi, e una terza voce che riguarda coloro che si trovano in isolamento domiciliare. Sappiamo infatti che la principale preoccupazione è stata per settimane legata al fatto che le terapie intensive degli ospedali fossero piene. In questi ultimi giorni c’è una netta inversione di tendenza: le terapie intensive sono scese sotto le 3mila persone e corrispondono al 2,75% dei malati. Contestualmente sta aumentando la percentuale di persone in isolamento domiciliare, arrivato oltre il 70%. In generale, dunque, in questi giorni emergono due fattori importanti: il contenimento del contagio e l’allentamento della pressione sugli ospedali.