Robbio, il Comune sotto la lente degli esperti: “Qui 1 su 4 ha il Coronavirus”

Robbio (Pavia) è stato il primo paese a permettere ai cittadini un test a tappeto: il 22% della popolazione ha o ha avuto il Coronavirus.

I casi effettivi di Coronavirus in Italia potrebbero essere dieci volte tanto quelli ufficialmente accertati. A dirlo sono i dati che arrivano da Robbio, un paesino di circa 6mila abitanti della provincia di Pavia il cui sindaco ha deciso di consentire alla popolazione di sottoporsi il test del sangue per valutare sia la positività al Coronavirus, sia l’eventuale presenza di anticorpi.

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Sono circa 2.000 i cittadini che si sono sottoposti volontariamente all’esame e i primi dati raccolti sono a dir poco significativi: su 910 pazienti, ben 100 sono positivi e in altrettanti si è rilevata la presenza di anticorpi. Si tratta quindi di oltre il 20% del campione, il 22% per la precisione, pari a un numero dieci volte superiore ai circa 20 casi ufficialmente registrati in paese dall’azienda sanitaria territoriale.

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I dati sul Coronavirus che arrivano da Robbio

“E’ un dato che dovrebbe far riflettere – afferma il sindaco di Robbio Roberto Francese -. Moltissimi di quelli risultati positivi sono quelli che chiedevano il tampone per sintomi lievi e curati in casa o addirittura asintomatici e i loro parenti che convivono con loro. Nel momento in cui viene accertata la positività, possono essere realmente isolati”. Senza dimenticare che altre 100 persone hanno avuto il Coronavirus e sono guarite. “E’ importante conoscere questo dato per la ripartenza – sottolinea Francese -. All’inizio ci hanno presi per pazzi, ma ora il nostro caso è studiato in tutto il mondo. L’Ats ha voluto verificare alcuni casi con un secondo tampone che ha confermato i risultati: ci avevamo visto giusto”.

Proiettando i dati in questione su scala lombarda, risulterebbe che 2,2 milioni di cittadini hanno avuto o hanno ancora il virus con pochi o nessun sintomo (contro i 61mila circa censiti), con il tasso di mortalità in Regione che scenderebbe di conseguenza sotto lo 0,7%. “Il test è costato 45 euro a persona – puntualizza infine Francese -. Serviva partire prima, non c’è più da perdere nemmeno un minuto. Serve farlo a tappeto, a tutti, soprattutto ai soggetti a rischio”. Meglio tardi che mai.

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EDS