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Cagliari, polemica per i manifesti sul Coronavirus del sindaco: “Terrorismo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:55
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Il sindaco di Cagliari è stato duramente attaccato dall’opposizione per i manifesti shock per la campagna sul contrasto del Coronavirus.

Da qualche giorno a questa parte, a Cagliari sono apparsi dei manifesti che invitano la cittadinanza al rispetto delle regole contenute nel decreto del governo. In molti non hanno infatti compreso che il rispetto dei divieti e delle misure di sicurezza sono l’unico modo per uscire dalla crisi sanitaria in cui ci troviamo in questo momento. Così, il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu ha approvato una serie di messaggi forti, come ad esempio: “Quando ho visto trasportare le bare, mi sono vergognato di essere uscito di casa senza ragione”.

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Nei prossimi giorni appariranno altri manifesti dal contenuto simile, come ad esempio: “Quando hanno intubato mio padre ho ripensato a quella passeggiata che dovevo evitare”. Tutti vengono accompagnati da uno slogan “Meno usciamo, prima ne usciamo” e dalla firma del primo cittadino “Il sindaco di Cagliari”.

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Cagliari, il sindaco non retrocede: “Voglio che, passato lo shock, si inizi a riflettere”

La decisione del sindaco è stata duramente avversata dall’opposizione che chiede la rimozione dei manifesti. Secondo parte della giunta comunale, infatti, simili messaggi non servono ad informare, ma a terrorizzare: “Chiediamo che il sindaco faccia rimuovere immediatamente i manifesti e si faccia promotore di una campagna informativa istituzionale semplice e diretta. I cittadini hanno bisogno di una comunicazione seria e trasparente, non di terrorismo. La cittadinanza di Cagliari non se lo merita”.

La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere. Truzzu spiega di non avere intenzione di rimuovere i manifesti e ne spiega il motivo: “In questi giorni vi capiterà di vedere sui muri alcuni manifesti 6×3 firmati direttamente da me. Sono messaggi molto forti. Quando l’agenzia di comunicazione mi ha fatto vedere i materiali, sapevo che sarei stato attaccato. Che avrei ricevuto gli insulti. Qualche sepolcro imbiancato, qualche vecchia gloria con il ditino sempre puntato, acide commentatrici, confusi giovanotti con uno strano concetto di democrazia. Ma mi sono chiesto: è più importante il mio consenso o la salute e il futuro dei miei concittadini? Voglio che, passato lo shock iniziale, si possa riflettere”.