Home News Bergamo, la scelta della specializzanda: “Potevo tornare a Roma, ma sono rimasta”

Bergamo, la scelta della specializzanda: “Potevo tornare a Roma, ma sono rimasta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:39
CONDIVIDI

Raggiunta da ‘Leggo’, la specializzanda Sara ha spiegato che poteva decidere di lasciare Bergamo per tornare a Roma, ma non l’ha fatto.

Alle scene di panico viste in varie città del nord, con cittadini pronti a scappare verso il sud, fanno da contraltare le scelte di ragazzi, non ancora medici di ruolo, che decidono di rimanere laddove l’emergenza è più acuta. Questa è la storia (tra gli altri) di Sara, 29enne specializzanda in medicina che qualche mese fa si era trasferita a Bergamo per studiare ed ora si è trovata nel mezzo della più grande emergenza sanitaria che l’Italia abbia affrontato dal secondo dopoguerra ad oggi.

Leggi anche ->Coronavirus Italia | medici e materiale sanitario in arrivo dalla Cina

Prima che la situazione degenerasse, era stato concesso alla ragazza di fare ritorno a Roma. In quel caso la giovane sarebbe potuta tornare a casa e stare accanto ai suoi cari, seppure osservando l’obbligatorio periodo di quarantena. Lei, però, ha deciso di restare al fianco dei colleghi e dei tutor, per dare una mano in questo momento di grande difficoltà.

Leggi anche ->Genova, paziente estubata: è stata curata con nuovi farmaci

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Bergamo, specializzanda spiega perché è rimasta in corsia

Raggiunta da ‘Leggo‘, la ragazza ha spiegato il motivo che l’ha spinta a rimanere a Bergamo, nonostante la complicatissima situazione:  “Non potevo andare via: sono un medico, è questo il lavoro che ho scelto. E poi ho il dovere di tutelare il resto d’Italia dal contagio”. Sara spiega anche che i pazienti ricoverati a Bergamo non sono solamente anziani, ma persone di tutte le età: “Sono in maggioranza uomini e di tutte le fasce di età. Alcuni hanno meno di 30 anni”.

La specializzanda non nega che ci sono stati momenti di grande sconforto, ma spiega anche che grazie al sostegno di tutti si riesce a trovare ragioni per andare avanti. Al sostegno dei colleghi e dei tutor, Sara aggiunge delle motivazioni personali che le permettono di andare avanti con il lavoro: “Le telefonate con la famiglia. Il mio fidanzato, che a fine marzo compirà trent’anni senza di me. E poi il pensiero che un giorno tutto questo finirà”.