Coronavirus in Spagna: dichiarato lo stato di emergenza, chiusure come in Italia

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Coronavirus in Spagna: superati i 6.000 casi. Il governo dichiara lo Stato di emergenza e chiude il Paese come l’Italia.

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Coronavirus in Spagna, polizia a Madrid (Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images)

Precipita la situazione in Spagna con l’esplosione di contagi di Coronavirus. Nel giro di pochissimi giorni il Paese ha visto moltiplicarsi i casi di Covid-19 (il nome della malattia causata dal nuovo Coronavirus, Sars-Cov-2). Il 12 marzo erano circa 3.000 e in appena due giorni sono più che raddoppiati.

Il governo guidato da Pedro Sanchez è stato costretto a prendere immediati provvedimenti: è stato dichiarato lo stato di emergenza ed è stata decisa la chiusura del Paese come in Italia. Anche la Spagna dunque va in “lockdown” ma da lunedì 16 marzo.

Diversi Paesi europei hanno iniziato a fine settimana a prendere misure restrittive. In un discorso alla Francia, la sera del 12 marzo, il presidente Emmanuel Macron ha annunciato la chiusura di scuole, università e asili da lunedì 16 marzo, ha chiesto alle aziende di osservare le norme di sicurezza e di distanza nei luoghi di lavoro e di utilizzare dove possibile il telelavoro. I giovani sono stati invitati a restare a casa. Così come gli anziani per non rischiare il contagio. Sono stati chiusi luoghi pubblici come bar, ristoranti e luoghi di culto. Ma sono state confermate le elezioni municipali di domenica 15 marzo. In Francia il 14 marzo i casi di Coronavirus sono 4.480.

Anche in Germania è stata avviata la chiusura delle scuole. Al 14 marzo il Paese ha 4.515 casi di Coronavirus.

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Coronavirus in Spagna: dichiarato lo stato di emergenza e il lockdown

La Spagna si avvia a sperimentare una crisi da epidemia di Coronavirus simile a quella dell’Italia. In pochissimi giorni i contagi sono aumentati in numero esponenziale, raggiungendo sabato 14 marzo 6.315 casi e 191 morti.

Una situazione simile a quella dell’Italia circa una settimana fa. Per questo motivo il governo spagnolo, guidato dal primo ministro Pedro Sanchez è corso ai ripari dichiarando lo stato di emergenza nel Paese e il “lockdown“, ovvero la chiusura di tutte le attività non essenziali. Questo provvedimento, tuttavia, entrerà in vigore lunedì 16 marzo e sarà applicato per 15 giorni. Il governo spagnolo comunque non esclude la possibilità di estendere la durata di queste misure straordinarie.

La dichiarazione dello stato di emergenza e la decisione  della chiusura del Paese sono state prese dal governo di Madrid in una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri. Il governo ha ordinato agli spagnoli di non uscire di casa, se non per acquistare prodotti alimentari, prodotti farmaceutici o beni di prima necessità e per andare al lavoro. Si può uscite per assistere gli anziani e le persone bisognose oppure per causa di forza maggiore. I cittadini sono inoltre autorizzati a tornare nel loro luogo di residenza abituale.

Le scuole e università erano state già chiuse nei giorni scorsi. Restano chiusi anche bar, ristoranti, musei, centri culturali e luoghi di svago. Restano aperti i negozi di prima necessità, con ingressi contingentati per far rispettare le distanze di sicurezza.

I datori di lavoro pubblici e privati sono obbligati ad applicare il telelavoro là dove è possibile. Il governo potrà ricorrere all‘esercito per far rispettare le nuove disposizioni e requisire beni di prima necessità se necessario. Inoltre potrà interrompere la circolazione sulle strade. I trasporti pubblici, invece, dovranno ridurre le attività del 50%.

A Siviglia le autorità civili e religiose hanno deciso la sospensione delle tradizionali processioni della Settimana Santa, previste dal 5 al 12 aprile, per motivi di salute pubblica.

La Spagna da qualche giorno è diventata il secondo Paese in Europa, dopo l’Italia, per contagi da Covid-19. La situazione più critica è nella regione di Madrid, dove si concentra il maggior numero di casi e dove gli ospedali sono già in difficoltà.

Pedro Sanchez ha affermato che con la dichiarazione dello stato di emergenza è possibile mobilitare “tutti i mezzi economici, sanitari, pubblici e privati, civili e militari, per proteggere tutti i cittadini”, ma “la vittoria dipende da ognuno di noi, l’eroismo sta anche nel lavarsi le mani e rimanere a casa“, ha aggiunto il primo ministro spagnolo.

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Fontana di Cibeles, Madrid (iStock)