Sintomi Coronavirus: quali sono e cosa bisogna fare

0
6

Coronavirus, quali sono i sintomi più frequenti che si sviluppano, quello che occorre sapere e cosa bisogna fare nel caso in cui emergano.

(MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Il ministero della Salute in questi giorni continua a dare importanti consigli, soprattutto alle persone anziane, per evitare di contrarre il Coronavirus. Si chiedono poche raccomandazioni: evitare i luoghi affollati, restare in casa il più possibile e limitare gli spostamenti allo stretto necessario.

Leggi anche –> Matteo Renzi Coronavirus: “Tutta l’Italia diventi zona rossa”

Inoltre, bisogna evitare i contatti stretti, ma quello che molti si chiedono è quale sia la sintomatologia più frequente che riguarda il Coronavirus.

Leggi anche –> Coronavirus, a Roma sospese le messe con fedeli

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Quali sono i sintomi del Coronavirus: cosa occorre sapere

(MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, un paio di giorni fa, ha spiegato in conferenza stampa: “La sintomatologia più frequente all’esordio della malattia Covid-19 è l’associazione di febbre e dispnea, cioè difficoltà a respirare ed è importantissimo che in relazione a questa particolare fragilità della popolazione italiana”. Sono i sintomi più frequenti nell’80% delle situazioni esaminate e si chiede di avvertire il proprio medico di famiglia oppure i numeri del 112 o del 118. Quello che non occorre fare è recarsi personalmente dal medico curante o addirittura al Pronto Soccorso.

Nella metà dei casi, questi sintomi non sono accompagnati da altri che potrebbero essere più allarmanti. Per questo, l’invito è a restare in casa se si ha solo febbre ed eventualmente limitarsi ad avvertire il medico curante. Se emergono entrambi i sintomi e questi sono associati ad altri, probabilmente non è sufficiente l’isolamento domiciliare. Tra i sintomi connessi ci sono la tosse nel 50% dei casi, quindi diarrea ed emottisi. Al momento quest’ultimo sintomo – ovvero l’emissione di sangue dalle vie respiratorie – riguarda solo il 5% dei casi analizzati finora.