Coronavirus, un mese di stop a manifestazioni: zona rossa estesa a Bergamo?

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Dopo lʼaumento dei casi di contagio da Coronavirus nei Comuni dellʼarea si sta valutando lʼipotesi di estendere la zona rossa a Bergamo. 

Zona rossa anti-Coronavirus estesa alla provincia di Bergamo. E’ questa la prima delle nuove misure che si sta valutando nel caso in cui la situazione evolvesse verso il peggio. “Stiamo analizzando con grande attenzione con la Lombardia i nuovi casi nei comuni della cintura bergamasca per vedere i dati d’incidenza e i tassi di riproduzione del virus”, conferma il presidente dell’Iss Brusaferro.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, invece, avverte che l’emergenza causata dal Coronavirus impatterà “in modo significativo” anche sul bilancio del Comune di Milano. In Consiglio comunale si è discusso dell’emergenza virus, ma in un clima di fiducia: nessuno si è presentato indossando le ormai famose mascherine.

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Il Comitato tecnico scientifico voluto dal premier Giuseppe Conte ha predisposto nuove regole, valide per 30 giorni e da applicare in tutta Italia, che potrebbero integrare il Dpcm del 1° marzo, tra cui lo stop a manifestazioni (anche sportive) che comportino l’affollamento di persone e l’invito agli over 75 (e agli over 65 malati) a non frequentare luoghi affollati.

Si raccomanda inoltre a tutti, quando possibile, di evitare abbracci e strette di mano, mantenere la distanza di almeno 1-2 metri dalle altre persone, limitare la permanenza dei parenti di malati nelle sale di aspetto dei pronto soccorso e le visite dei familiari degli anziani nelle case di riposo.

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L’emergenza Coronavirus in cifre

Si registrano intanto due tristi record nel decimo giorno dell’emergenza Coronavirus in Italia: nelle scorse ore sono morte 27 persone (maggior numero di vittime in un solo giorno) e per la prima volta un neonato è risultato positivo. Le cifre ufficiali parlano complessivamente di 160 guariti, 2.263 contagi e 79 decessi. Ma al momento i dati non consentono di sapere se le misure adottate siano sufficienti o meno per contenere la diffusione del contagio.

L’88% dei malati è concentrato in tre regioni – Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – per cui al momento non ci sono altri grossi cluster rispetto a quelli individuati a suo tempo. Ma, fa notare il commissario Angelo Borrelli, “nessuno di noi può avere certezza di quella che sarà l’evoluzione successiva” del virus, e “questa settimana sarà importante per vedere come andrà il contagio”.

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EDS