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Coronavirus, l’Italia mette paura: i Paesi che non ci vogliono

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:00
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Coronavirus l’Italia mette paura. Quali sono le nazioni che hanno restrizioni per l’ingresso degli italiani

I Paesi con restrizioni per gli italiani (@Getty Images)

Italiani? No, grazie. Aerei che ripartono con i passeggeri italiani a bordo perché non voluti – è successo oggi a Mauritius; turisti invitati a non andare nel Belpaese – da parte di Israele; gite scolastiche vietate in Italia – da parte di Grecia, Slovenia e Croazia; treni italiani fermati per ore al confine – da parte dell’Austria; controlli più rigorosi alla frontiera – da parte della Francia. Il mondo guarda con sospetto e paura all’Italia e all’epidemia di Coronavirus che finora ha contagiato oltre 200 persone fra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, causando indirettamente – erano tutte persone già con patologie pregresse – sette vittime.

Fino a che il Coronavirus non era arrivato da noi, in Italia, gli occhi del mondo erano puntati sulla Cina. E ovviamente anche i nostri di occhi guardavano al Dragone Cinese con la giusta dose di preoccupazione. Era lì il grande untore, quello da temere, da non fare arrivare. L’Italia fu la prima a varare una strategia durissima di contenimento: blocco ai voli da e per la Cina, visti sospesi.

Allora, quando il virus era lontano, gli italiani, senza nessun motivo, ma animati solo da irrazionale paura, avevano iniziato a non andare più a mangiare cinese e ad evitare i negozi cinesi. Poi c’è stato il peggio – che arriva sempre quando la paura incontra la cretineria e l’ignoranza: episodi di razzismo e insulti ai danni di cittadini cinesi.

Oggi invece gli untori siamo noi. E’ l’Italia il Paese da evitare e gli italiani è meglio non farli entrare. Tutti temono la diffusione del virus e adesso hanno paura che siamo noi a poterlo portare. Siamo noi gli untori.

Dove andare con il coronavirus: rischi e procedure

Ai tempi del Coronavirus viaggiare è un po’ più complicato. Fino a che il virus non ce lo siamo ritrovato in casa il timore era per chi andava all’estero, sebbene anche per i viaggi nazionali il timore di incontrare qualche straniero affetto dal covid-19 c’era, eccome. Per chi andava all’estero la preoccupazione era su dove andare e quali paesi evitare per il rischio di contagio. Oggi dobbiamo fare altre valutazioni: quali Paesi ci fanno entrare?

Da quando il Coronavirus è arrivato in Italia gli altri Paesi ci guardano ovviamente con sospetto e molti hanno alzato un muro nei nostri confronti, ovvero se mettiamo piede lì, ci mettono in quarantena. In alcuni casi il divieto di sbarco e la quarantena  valgono solo per i residenti nelle due regioni colpite dall’epidemia ossia la Lombardia e il Veneto.

Ovviamente si tratta di misure volte alla massima prudenza in quanto, come si sa, l’unico modo per contrastare il covid-19 è il contenimento. Non essendoci un vaccino, non si può fare altro che evitarne in ogni modo la diffusione.

Prima di decidere una meta, fosse di vacanza o di lavoro, è necessario sapere se ci sono particolari restrizioni per gli italiani e nel caso di cosa si tratti. E’ opportuno recarsi in aeroporto per tempo e munirsi di disinfettante o alternativamente lavarsi bene le mani. La mascherina per quanto non indispensabile può essere utile in aeroporto se si sosta a lungo in aeree comuni.

I Paesi con restrizioni per gli italiani e dove non ci fanno entrare

Per ora in Europa il trattato di Schengen è ancora valido, il che significa libera circolazione di merci e persone, ma i controlli si fanno più intensi. Gli Italiani quindi all’interno dei Paesi europei che fanno parte dell’accordo di Schengen possono andare ovunque, ma sono possibili dei controlli sanitari più approfonditi.

Negli aeroporti di tutto il mondo ci sono controlli sanitari all’aeroporto e indipendentemente dalla nazionalità se si hanno sintomi da coronavirus viene applicata una procedura di emergenza che prevede il ricovero in strutture idonee.

Per gli italiani in questo momento c’è maggiore attenzione e di conseguenza la procedura di controllo è maggiore. Alcuni Paesi come Mauritius e il Kuwait, hanno scelto la linea dura bloccando l’ingresso degli italiani.

Nei prossimi giorni l’elenco potrebbe subire variazioni.

REGNO UNITO

Per chi proviene dalle zone rosse della Lombardia e del Veneto è richiesto di rimanere nella propria abitazione, di non avere contatti con l’esterno e di chiamare l’111 nel caso si avvertano sintomi riferibili al Coronavirus. Per chi entra nel Regno Unito e ha viaggiato o proviene dal Nord Italia, ossia in tutta la zona al di sopra di Pisa, Firenze e Rimini, e non ha sintomi non deve restare in isolamento, ma solo dare comunicazione di provenienza.  Le misure potrebbero cambiare anche repentinamente è quindi opportuno consultare: https://www.gov.uk/guidance/wuhan-novel-coronavirus-information-for-the-public#history

SEYCHELLES

Il paradiso dell’Oceano Indiano non accetta italiani per via del Coronavirus. Le compagnie aeree non possono imbarcare passeggeri che sono stati in Italia negli ultimi 14 giorni, al pari della Cina e dell’Iran. I residenti nelle Seychelles che sono stati in questi luoghi saranno sottoposti a quarantena.

FRANCIA

Le autorità francesi invitano i propri connazionali rientranti dalla Lombardia e dal Veneto e tutti gli italiani provenienti da queste regioni di assumere delle precise regole di comportamento: girare con mascherina chirurgica, misurarsi la temperature due volte al giorno, evitare zone di aggregazione e di frequentare categorie di persone più sensibili come anziani e donne in gravidanza e lavarsi le mani frequentemente. Per conoscere eventuali variazioni contattare: https://www.diplomatie.gouv.fr/fr/conseils-aux-voyageurs/conseils-par-pays-destination/italie/#

CROAZIA

La Croazia ha predisposto ai confini terrestri con la Slovenia dei container per i controlli sanitari. Tutte le persone che provengono dall’Italia saranno sottoposte a verifiche circa le loro origini, la destinazione e la durata del soggiorno in Croazia. Chi proviene da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sarà sottoposto a controllo sanitario.

ISRAELE

Nessun divieto d’ingresso, ma se si proviene dall’Italia e si presentano sintomi da nuovo coronavirus bisogna sottoporsi a controlli sanitari. E’ verosimile che possa esserci una stretta nei controlli anche senza sintomi evidenti.

ATTENZIONE: la situazione di Israele è cambiata dal 27 febbraio. Sulla base di nuove disposizioni, infatti, l’Autorità per l’immigrazione israeliana ha cominciato a rifiutare l’ingresso nel proprio Paese agli italiani. Le prime “vittime” di questa decisione sono stati diversi turisti italiani arrivati in Israele con voli provenienti da varie città d’Italia (Bergamo, Venezia e Roma) che sono stati respinti al momento dello sbarco. Nel frattempo, il Ministero della Sanità israeliano ha annunciato il primo caso di coronavirus in Israele: è un uomo rientrato dall’Italia. Nel frattempo, tutti i cittadini israeliani che provengono dall’Italia saranno messi in quarantena per 14 giorni.

MAURITIUS

Divieto di ingresso nel Paese per tutti i cittadini italiani provenienti da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Si rende noto che le misure di controllo potrebbero essere estese ad altre categorie di passeggeri senza nessun preavviso, opportuno quindi verificare tramite la propria compagnia aerea eventuali nuove restrizioni. Un aereo dell’Alitalia arrivato a Mauritius è dovuto subito ripartire per l’Italia con 40 nostri connazionali che non sono stati fatti sbarcare.

SUDAFRICA

Controlli sanitari in tutti gli aeroporti verso tutti i cittadini provenienti dall’Italia. Saranno inoltre sottoposti a verifiche sulla loro provenienza, destinazione e dovrà essere fornito un numero di contatto sudafricano. Ciò vale soprattutto per i residenti di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Se si dovessero verificare sintomi potrebbe essere istituita una quarantena di 14 giorni nelle modalità decise dalle autorità sanitarie locali.

SLOVACCHIA

Dal 25 febbraio controllo rafforzato all’aeroporto di Bratislava su tutti i passeggeri provenienti dall’Italia. Ogni passeggero dovrò compilare a bordo dell’aeromobile un modulo che ne consenta l’identificazione e la rintracciabilità all’interno del Paese. Se allo sbarco dei passeggeri manifestino sintomi potranno essere ricoverati in una struttura sanitaria adeguata.

SEYCHELLES

Non c’è ancora una direttiva specificatamente riguardante l’Italia, ma è evidenziato che misure restrittive di quarantena obbligatoria di 14 giorni o divieto di sbarco potranno essere applicate a passeggeri provenienti da Paesi in cui è presente il contagio da Coronavirus, le stesse quindi applicate nei confronti della Cina. Notizie aggiornate potete trovarle qui: http://www.health.gov.sc/index.php/news-posts/several-measures-place-locally-coronavirus-declared-global-outbreak/

KUWAIT

E’ il primo paese al mondo che ha sospeso tutti i voli da e per l’Italia. La cancellazione dei voli resterà in vigore fino al 9 marzo 2020. Stessa misura adottata per la Thailandia, la Corea del Sud e precedentemente verso Iraq e Cina. Al momento in Kuwait ci sono 5 casi di Coronavirus.

ROMANIA

Attività di controllo su tutti i punti di frontiera per tutti i viaggiatori italiani e in particolar modo per quelli provenienti da Lombardia e Veneto o che vi abbiano transitato nei 14 giorni precedenti. Coloro che presentino sintomi da Coronavirus saranno ricoverati presso apposite strutture.

STATI UNITI

Gli Stati Uniti non hanno chiuso le frontiere agli italiani. I voli dall’Italia sono ancora operativi. Tuttavia, il Dipartimento di Stato americano ha elevato al livello 3 l’allerta nei confronti dell’Italia, sconsigliando ai cittadini americani i viaggi nel nostro Paese se non strettamente necessari. Una misura presa a seguito del diffondersi dell’epidemia di coronavirus i Italia.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.