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Coronavirus e viaggi: precauzioni, limitazioni e misure di sicurezza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:40
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Coronavirus e viaggi: precauzioni, limitazioni e misure di sicurezza da prendere. Gli ultimi aggiornamenti.

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Personale di volo della Japanese airline all’aeroporto internazionale di Los Angeles (DANIEL SLIM/AFP via Getty Images)

Gli ultimi aggiornamenti sull’epidemia del nuovo coronavirus, nel frattempo chiamato ufficialmente Covid-19, riportano un balzo nel numero dei contagi e delle vittime, ma più per questioni di modalità di registrazione dei casi che non per una recrudescenza della malattia. Infatti, poiché la stragrande maggioranza dei casi si sono verificati nella Cina continentale, a partire dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove ha avuto origine il focolaio, non è stato possibile segnalare tutti i casi effettivi.

Pertanto nei nuovi casi segnalati sono stati inclusi anche quelli diagnosticati soltanto sulla base dei sintomi ma non ancora confermati da test di laboratorio. Pertanto, pur senza abbassare la guardia, è bene non farsi prendere dalla psicosi. In Europa, infatti, abbiamo ancora pochi casi e tutti importati dalla Cina, come i tre in Italia (i due turisti cinesi e il giovane italiano ritornato da Wuhan, tutti ricoverati all’ospedale Spallanzani).

I casi di Covid-19 nel mondo si stanno avvicinando ai 65mila, di cui oltre 63mila sono quelli in Cina. Così come i 1.384 morti sono tutti cinesi, tutti deceduti in Cina eccetto due, a Hong Kong e nelle Filippine, ma sempre cinesi provenienti dalla zona di origine del virus.

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Coronavirus e viaggi: limitazioni e controlli

Come sappiamo, lo scorso 30 gennaio l’Italia ha chiuso il traffico aereo da e verso la Cina, per ragioni di precauzione sull’epidemia di coronavirus. Nella sospensione del traffico aereo sono incluse anche le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao e Taiwan. Si tratta però dell’unico Paese europeo ad averlo fatto, una decisione che ha suscitato l’irritazione della autorità cinesi. Nel frattempo, poi, il nostro Paese ha esteso i controlli sanitari in tutti gli aeroporti italiani a tutti i passeggeri che arrivano con i voli internazionali.

In un comunicato della Protezione Civile si legge: “Oltre 800 medici e volontari di protezione civile sono impegnati nei controlli sanitari dei passeggeri in arrivo negli scali aeroportuali. Il sistema di monitoraggio prevede l’impiego di team misti composti da personale medico dell’Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera – USMAF – e da volontari delle organizzazioni nazionali e regionali di protezione civile e della Croce Rossa Italiana, con il supporto dei presidi medici aeroportuali. La temperatura corporea viene rilevata da termometri laser e dove presenti da termoscanner”.

“I controlli sanitari sui passeggeri che atterrano negli aeroporti italiani, previsti dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno preso il via dal 5 febbraio e interessano tutti i voli internazionali in arrivo. Dall’inizio delle attività sono stati monitorati 9046 voli e 1.037.225 passeggeri”, si legge ancora nel comunicato.

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(Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Le misure di sicurezza internazionali

Riguardo alle indicazioni di viaggio per gli italiani che si recano all’estero, il portale Viaggiare Sicuri della Farnesina raccomanda ai connazionali di evitare tutti i viaggi nella provincia cinese dell’Hubei, dove ha avuto origine il coronavirus. Anche perché gran parte del territorio e delle città della provincia, su tutte il capoluogo Wuhan, sono stati posti in quarantena dalle autorrità cinesi e sono dunque inaccessibili.

Inoltre, proprio per le misure attuate dalle autorità locali per il contenimento del coronavirus (limitazioni alla circolazione in alcune aree del Paese, chiusura temporanea di molti uffici pubblici, sospensione delle celebrazioni per il Capodanno cinese e chiusura di alcune attrazioni turistiche, posticipo della riapertura di scuole e università), la Farnesina consiglia di posticipare i viaggi non necessari nel resto della Cina.

Restrizioni all’ingresso nei vari Paesi del mondo

Stati Uniti

Le autorità locali, al fine di fronteggiare la diffusione del coronavirus nel Paese, hanno dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. In forza di tale dichiarazione, da domenica 2 febbraio alle ore 17.00 (ora locale della costa est) a tutti i cittadini non americani che nei 14 giorni precedenti l’arrivo negli USA abbiano soggiornato in Cina, ad esclusione delle Regioni Autonome Speciali di Hong Kong e Macao, sarà precluso l’ingresso negli Stati Uniti. Per i cittadini americani, per coloro che hanno la residenza permanente negli Stati Uniti e per le rispettive famiglie, è previsto invece un trattamento differenziato, per il quale si rimanda al sito web del Department of Health (www.hhs.gov). Inoltre, tutti i voli provenienti dalla Cina saranno indirizzati verso 7 aeroporti (JFK New York, O’Hare Chicago, San Francisco, Los Angeles, Seattle, Atlanta e Honolulu), dove i passeggeri in transito dovranno sostenere gli screening medici prima di poter continuare verso la loro destinazione finale.

Australia

Al fine di scongiurare la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCov) nel Paese, dal 1 Febbraio 2020 il Governo australiano ha annunciato che tutti i viaggiatori provenienti da qualunque parte della Cina, indipendentemente dalla propria nazionalità, saranno sottoposti a controlli di sicurezza maggiori. Le autorità locali negano inoltre l’ingresso a chiunque abbia soggiornato in Cina o vi sia transitato nei 14 giorni precedenti. Fanno eccezione i cittadini australiani, i residenti permanenti e i familiari prossimi di cittadini australiani, compresi coniugi, minori e tutori legali. Sono previste altre specifiche eccezioni, per le quali si invita a consultare il sito https://www.abf.gov.au/news-media/archive/article?itemId=354.

Nuova Zelanda

Nell’ambito delle misure adottate dalle autorità della Nuova Zelanda per la prevenzione della diffusione del nuovo coronavirus, sono stati sospesi tutti i voli da e per la Cina operati dalla compagnia di bandiera Air New Zealand. Dal 2 febbraio è stato inoltre vietato l’ingresso in Nuova Zelanda a tutti gli stranieri che non siano in possesso dello status di residente permanente in provenienza od in transito dalla Cina. Il divieto rimarrà per 14 giorni e riesaminato ogni 2 giorni per una possibile estensione. I cittadini neozelandesi ed i residenti permanenti in rientro dalla Cina dovranno sottoporsi ad un isolamento domiciliare di 14 giorni. I passeggeri in arrivo da altri Paesi verranno sottoposti ad uno screening approfondito.

Hong Kong

Si sono registrati nella Regione Amministrativa Speciale casi di contagio da “nuovo coronavirus” (2019-nCoV). Come misure di contenimento il Governo di Hong Kong ha annunciato la chiusura, dal 4 febbraio, delle frontiere di collegamento con la Cina continentale. Saranno operativi, oltre all’aeroporto internazionale di Hong Kong, solamente il varco di controllo transfrontaliero congiunto di Shenzhen Bay e il ponte Hong Kong-Zhuhai- Macao. I principali varchi terrestri di Lo Wu e Lok Ma Chau saranno invece chiusi così come il Macau Ferry Terminal, dedicato ai collegamenti via mare con Macao. Inoltre, in attuazione della “Prevention and Control of Disease Ordinance”, a partire dalla mezzanotte (locale) dell’8 febbraio, tutti i viaggiatori che entreranno ad Hong Kong dalla Cina continentale (o che vi abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti) saranno soggetti a 14 giorni di quarantena obbligatoria. Sono esclusi da tale obbligo i passeggeri in transito (che rimarranno cioè all’interno della transit area). Per informazioni e aggiornamenti, consultare anche il sito web delle Autorità locali https://www.chp.gov.hk/en/miniweb/press_release/100063.html. Presso l’aeroporto internazionale di Hong Kong sono in vigore procedure obbligatorie di controllo della temperatura corporea, anche per i passeggeri in transito ed in partenza.

Dal 23 gennaio è operativo dalle 8 di mattina alle 9 di sera il numero d’emergenza 2125 1122 del “Centre for Health Protection” di Hong Kong per possibili casi di infezione. Le autorità locali hanno inoltre prolungato la chiusura delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie fino al 16 marzo.

Le autorità italiane, il 30 gennaio, hanno disposto la sospensione del traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento si applica anche a Taiwan. Si raccomanda ai viaggiatori il rispetto delle norme comportamentali volte alla prevenzione e al contenimento del contagio emanato dalle autorità sanitarie locali (in particolare l’utilizzo di maschere facciali in luoghi affollati e nei mezzi pubblici e la frequente igienizzazione delle mani) reperibili al seguente link: https://www.chp.gov.hk/en/healthtopics/content/24/102466.html. Per informazioni sul proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea o agenzia viaggi di riferimento.

Macao

Si sono registrati nella Regione Amministrativa Speciale casi di contagio da “nuovo coronavirus” (2019-nCoV). Le autorità di Macao hanno annunciato l’adozione di misure speciali di contenimento. A seguito della decisione del Governo di Hong Kong di chiudere dal 4 febbraio le frontiere di collegamento con la Cina continentale di Lo Wu, Lok Ma Chau e Huanggang nonché il trasporto marittimo da e per Macao anche dal “Macao Ferry Pier” a Sheung Wan, i connazionali residenti a Macao possono raggiungere Hong Kong solo su mezzi pubblici autorizzati ad attraversare il ponte di Hong Kong-Zhuhai-Macao. L’aeroporto internazionale di Macao è operativo, anche se con un numero di voli ridotto. Si raccomanda pertanto di controllare il sito del Macao International Airport (https://www.macau-airport.com/en/media-centre/news/news/23603) nonché di contattare le compagnie aeree per avere informazioni in tempo reale sui voli. I varchi di frontiera tra Macao e Zhuhai restano aperti. Le autorità italiane, il 30 gennaio, hanno disposto la sospensione del traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento si applica anche a Taiwan. Per informazioni sul proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea o agenzia viaggi di riferimento.

Taiwan

Le autorità di Taiwan hanno disposto, a partire dal 7 febbraio, il divieto di ingresso per tutti i cittadini cinesi. Il divieto di ingresso è esteso anche a tutti i cittadini stranieri residenti in Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao, o che vi abbiano soggiornato nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel territorio taiwanese, ad eccezione di coloro che sono in possesso di visto per affari e o ricongiungimento familiare, per i quali rimane l’obbligo della quarantena di due settimane. I cittadini taiwanesi in arrivo dalla RPC, incluse le RAS di Hong Kong e Macao, saranno sottoposti ad un periodo di quarantena di 14 giorni. Ai cittadini della RAS di Hong Kong e Macao, in arrivo a Taiwan, sarà richiesta una quarantena domestica di 14 giorni. Ai viaggiatori stranieri in transito dalla Repubblica Popolare Cinese, incluse le RAS di Hong Kong e Macao, sarà richiesta una quarantena domestica di 14 giorni. Inoltre, fino al 29 aprile, Taiwan manterrà collegamenti aerei solo con Pechino, Shanghai, Xiamen e Chengdu ed ha esteso il divieto per visite turistiche dalla Repubblica Popolare Cinese fino al 30 aprile. Per maggiori dettagli in merito all’applicazione di queste misure, consultare: https://www.cdc.gov.tw/En/Bulletin/Detail/KMAEC24Yf_5cm94oNL4Jxg?typeid=158. Le navi da crociera internazionali non possono più attraccare a Taiwan. Le autorità italiane, il 30 gennaio, hanno disposto la sospensione del traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento si applica anche a Taiwan. Per informazioni sul proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea o agenzia viaggi di riferimento.

Thailandia

Nell’ambito delle misure adottate dalle Autorità locali per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCoV), all’interno degli aeroporti thailandesi sono effettuati degli screening sanitari che prevedono la misurazione della temperatura corporea. I passeggeri con febbre saranno sottoposti a valutazione medica, in base alla quale verrà stabilito se inviarli o meno in un ospedale specializzato, dove saranno tenuti in quarantena per un periodo di circa 3-4 giorni, il tempo necessario per avere i risultati degli appositi test clinici. Nel caso in cui il test sia positivo verranno sottoposti a trattamento medico in loco, se negativo, saranno dimessi dall’ospedale.

Filippine

Il Presidente Duterte ha emanato una direttiva che vieta l’ingresso sul territorio filippino di tutti i cittadini stranieri provenienti dalla Cina, incluse le Regioni Amministrative Speciali (RAS) di Hong Kong e Macao, nonché di tutti quelli che hanno visitato tali territori nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel Paese. Il provvedimento si applica anche a Taiwan. Sono esclusi dal divieto gli stranieri titolari di un permesso di soggiorno (“resident visa”). Inoltre, la direttiva vieta i viaggi diretti dalle Filippine alla Cina. All’emanazione della direttiva è seguita la cancellazione, da parte delle compagnie aeree che operano nelle Filippine, di tutti i voli verso la Cina, incluse le RAS di Hong Kong e Macao. Sono stati cancellati anche i voli da/per Taiwan. Per informazioni sul proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, si raccomanda di contattare direttamente la compagnia aerea o agenzia viaggi di riferimento.

Giamaica

Le autorità della Giamaica hanno disposto misure restrittive per l’ingresso nel Paese. I viaggiatori stranieri provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese saranno sottoposti ad un regime di quarantena di 14 giorni mentre le persone che presenteranno sintomi di infezione respiratoria saranno posti in isolamento. Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale del Ministero della Salute https://www.moh.gov.jm/jamaica-issues-ban-on-china-related-travel/.

Isole Figi

Al fine di contenere la diffusione del Nuovo Coronavirus (2019-nCov), il governo delle Figi ha dichiarato che i confini del Paese saranno chiusi a tutti i cittadini stranieri che sono stati nella Cina continentale nei 14 giorni precedenti. Le Figi negano pertanto l’ingresso a chiunque abbia lasciato la Cina o vi sia transitato nei 14 giorni precedenti fino a nuovo avviso. L’imbarco sui voli diretti alle Figi sarà impedito dalle linee aeree.

Isole Salomone

Al fine di contenere la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCov) originatosi nella provincia cinese dell’Hubei, le Isole Salomone hanno implementato restrizioni all’ingresso e migliorato le disposizioni di screening nei porti di entrata. Agli stranieri sarà negato l’ingresso nel Paese da Papua Nuova Guinea, Figi, Kiribati, Vanuatu e Nauru, a meno che non sia possibile dimostrare di non aver viaggiato o attraversato alcuna area interessata (compresa l’Australia) nei 14 giorni precedenti all’arrivo. Ai viaggiatori che hanno attraversato la Cina in qualsiasi momento durante i 14 giorni precedenti l’arrivo nelle Isole Salomone non sarà permesso l’ingresso. I funzionari dell’immigrazione possono rifiutare l’ingresso o sottoporre i visitatori alla quarantena, in presenza di sintomi simil-influenzali associabili al nuovo coronavirus.

Per maggiori informazioni e consigli pratici, la Farnesina rimanda al FOCUS CORONAVIRUS, pubblicato sulla homepage di Viaggiare Sicuri.

Vietnam

Il Governo vietnamita ha disposto la chiusura delle frontiere con la Cina dal 30 gennaio e la sospensione dei voli con la Cina a partire dal 4 febbraio. Chiunque faccia ingresso nel Paese deve compilare una specifica dichiarazione sanitaria. Dal 5 febbraio le Autorità negano l’ingresso nel Paese a quanti abbiano soggiornato in Cina nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Vietnam. Si informa inoltre che è stata disposta la chiusura di asili, scuole e università (nazionali e internazionali) dal 3 al 16 febbraio 2020.

Mongolia

Anche se non presente alcun caso di contagio del “nuovo coronavirus” (2019-nCoV), le Autorità locali hanno disposto, a titolo precauzionale, a partire dal 7 febbraio e fino al prossimo 2 marzo, il divieto d’ingresso nel proprio territorio per tutti i cittadini stranieri o apolidi titolari di visto che si siano recati nella Cina continentale dopo il 1 gennaio 2020. Tutte le compagnie aeree operanti in Mongolia sono state informate. È stato ugualmente interrotto il traffico passeggeri via terra a Zamin-Uud, grande snodo ferroviario al confine orientale lungo la linea ferroviaria “Transmongolica” che arriva direttamente a Pechino. Il traffico merci risulta operante.

Papua Nuova Guinea

Al fine di contenere la diffusione del Nuovo Coronavirus (2019-nCov), il Governo della Papua Nuova Guinea nega l’accesso al Paese a tutti i viaggiatori che si sono recati o hanno transitato in Cina nei 14 giorni precedenti il loro tentativo di ingresso in PNG, ad eccezione di coloro che sono stati dichiarati in buona salute da una clinica o ospedale che rispetti gli standard previsti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le autorità hanno inoltre temporaneamente interrotto l’emissione di visti all’arrivo. Si consiglia dunque di ottenere il visto in anticipo online o tramite il Consolato/Ambasciata della Papua Nuova Guinea più vicino.

Polinesia francese

Le autorità locali, per evitare la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCoV) nel Paese, dove non si registra al momento alcun caso, hanno adottato misure restrittive all’ingresso, che prevedono tra l’altro, a partire dal 10 febbraio 2020, per tutti i viaggiatori che dal 1 gennaio 2020 hanno transitato o visitato i seguenti Paesi: Cina, Cambogia, Hong-Kong, India, Giappone, Macao, Malesia, Nepal, Singapore, Corea del Sud, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia, Vietnam e Filippine, la presentazione di un certificato medico, rilasciato non più di 5 giorni prima dell’arrivo in Polinesia francese, che attesti che non presentano segni di infezione virale prima della partenza, indipendentemente dal porto d’imbarco. Per maggiori informazioni e consigli pratici si rimanda al sito della Presidenza della Polinesia Francese (https://www.presidence.pf/point-de-situation-sur-le-coronavirus-2/).

Nuova Caledonia

Le autorità della Nuova Caledonia hanno disposto misure di controlli sanitari negli aeroporti di arrivo. Ai passeggeri in arrivo con navi che abbiano visitato la Repubblica Popolare Cinese nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel paese, non sarà permesso l’ingresso. Ai passeggeri a bordo delle navi in arrivo in cui venga accertato un rischio di contagio da COVID-19, non sarà permesso l’ingresso nel Paese. I porti situati nelle Loyalty Islands (Mare e Lifou) e nella Isle of Pines sono chiusi al traffico di navi da crociera.

Tonga

Le autorità di Tonga hanno disposto misure restrittive per l’ingresso nel Paese. I viaggiatori stranieri in transito o provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese dovranno dimostrare di aver soggiornato nei 14 giorni precedenti l’arrivo a Tonga in un Paese in cui non siano stati riscontrati casi di COVID-19 e presentare un certificato medico emesso 3 giorni prima dell’ingresso a Tonga. Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale del Governo del Tonga http://www.gov.to/press-release/travel-advisory-no-2-for-travelers-arriving-in-or-intending-to-travel-to-tonga/.

Vanuatu

Il 31 gennaio 2020 il Governo di Vanuatu ha introdotto eccezionali controlli sanitari per tutti i viaggiatori provenienti dalla Cina, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong, Macao, o che hanno effettuato scali in queste località. Al fine di imbarcarsi per il volo con destinazione Vanuatu, i viaggiatori dovranno essere in possesso di un certificato medico che ne attesti lo stato di salute. Le compagnie aeree si riservano la possibilità di negare l’imbarco a chiunque non abbia questo certificato. I passeggeri che arrivano a Vanuatu da navi originarie o in transito dalla Cina saranno soggetti a procedure di controllo sanitario prima di poter entrare a Vanuatu.

Repubblica Democratica di Timor

A seguito della diffusione del “nuovo coronavirus” (2019-nCoV), le Autorità di Timor-Leste hanno disposto il divieto d’ingresso a tutti coloro che abbiano viaggiato nella provincia dell’Hubei (Repubblica Popolare Cinese) nelle 4 settimane precedenti l’arrivo nel Paese. Ai viaggiatori provenienti dalle altre province cinesi sarà richiesta la presentazione di un certificato medico che attesti l’assenza di segni di infezione virale.

Allarme coronavirus in Cina, Pechino (Kevin Frayer/Getty Images)