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Uno Bianca, permesso premio per Alberto Savi: “La giustizia dov’è?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:30
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Questo Natale Alberto Savi, uno dei killer della Uno Bianca, ha ricevuto un permesso premio. L’associazione a tutela delle vittime grida allo scandalo.

A partire dal 1987 fino all’autunno del 1994, la banda della Uno Bianca ha seminato il panico, uccidendo 24 persone e ferendo oltre 100 persone. Nel luglio del 2018 Occhipinti è stato scarcerato per aver concluso la pena carceraria, un evento che ha generato numerose polemiche tra i sopravvissuti ed i familiari delle vittime. Gli altri sono ancora in carcere, ma uno di loro, Alberto Savi, recentemente ha ottenuto un permesso premio che ha riacceso le polemiche.

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All’uomo, che sta scontando un ergastolo nel carcere di Padova, è stato concesso qualche giorno per passare le vacanze natalizie con la famiglia. Conclusi i giorni di permesso il carcerato è tornato regolarmente in carcere. A rivelarlo è il suo avvocato, Anna Maria Marin. Questo per Savi (il più giovane dei tre fratelli che facevano parte della banda) è il terzo permesso premio: il primo di 12 ore è stato concesso nel 2017, mentre il secondo di 3 giorni è stato concesso nell’aprile del 2018.

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Uno Bianca, permesso premio per Alberto Savi, le accuse dei familiari delle vittime: “Ma la giustizia dov’è?”

I parenti delle vittime non sono assolutamente d’accordo con questo provvedimento. A riferirlo è la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, Rosanna Zecchi: “La nostra è una battaglia contro i mulini a vento, più diciamo che non riusciremo mai a perdonare i killer della Uno Bianca e più li fanno uscire. Sono convinta che non sono pentiti. Alcuni feriti ancora mi chiamano per dirmi che hanno paura di poterli incontrare in strada. La nostra non è una battaglia personale, ma in difesa della società civile”.

Per la Zecchi i permessi premio sono giusti per chi ha commesso dei reati minori, ma non per chi ha commesso un omicidio o peggio una serie di omicidi: “Per gli assassini non dovrebbe essere così, questo non è possibile”. Quindi riapre la polemica per la scarcerazione del primo membro della banda e aggiunge: “Già è uscito Marino Occhipinti, che è definitivamente libero, ora prima o poi lo faranno tutti. Ma la giustizia dov’è?”.