Supercoppa, Cristiano Ronaldo non prende bene la medaglia d’argento

La Juventus è stata pesantemente sconfitta dalla Lazio in Supercoppa, la sua stella Cristiano Ronaldo non l’ha presa bene.

La Supercoppa ha confermato lo straordinario momento di forma della Lazio di Simone Inzaghi e quello del suo fantasista Luis Alberto. I biancocelesti hanno dimostrato di saper tenere testa ai campioni d’Italia e di riuscire a costruire una mole di gioco superiore anche ad una squadra che sulla carta è di un altro livello. La Juventus ha perso contro i capitolini due volte nel giro di 10 giorni, due sconfitte nette accompagnate da un passivo pesante.

Nella finale di ieri, i bianconeri sono stati maggiormente in partita rispetto allo scontro in campionato, riuscendo a pareggiare dopo una ventina di minuti il vantaggio firmato non a caso da Luis Alberto con Dybala. Ma nel secondo tempo gli uomini di Inzaghi hanno preso il sopravvento a centrocampo ed hanno vinto la partita nei minuti finali. Una sconfitta che fa riflettere e che di certo non rende contento l’ambiente che ambisce a vincere campionato e Champions League.

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Cristiano Ronaldo non gradisce la medaglia d’argento

Che la sconfitta di ieri non sia andata a genio ai calciatori della Juventus lo dimostra la reazione di Cristiano Ronaldo. Il campionissimo portoghese è stato costretto, insieme ai compagni, a partecipare alla cerimonia di premiazione ed ha ricevuto la medaglia d’argento. Presentatosi alla premiazione scuro in volto, il portoghese ha immediatamente tolto il premio dal collo dopo aver superato la fila di esponenti della Lega. Un gesto che è stato seguito da molti compagni dopo poco.

Nulla di clamoroso, un gesto che dimostra ancora una volta la voglia di vincere del 5 volte pallone d’oro e che probabilmente può anche fare piacere ai tifosi. Si tratta comunque di un episodio simbolo nella sua carriera, visto che interrompe una striscia di vittorie che continuava dal 2014. Negli ultimi cinque anni, infatti, CR7 aveva vinto tutte e 12 le finali a cui aveva preso parte, dunque probabilmente si era disabituato alla cocente delusione di una sconfitta.