M5S, il sen. Paragone a rischio espulsione: lui risponde con un gesto choc

Il senatore pentastellato Gianluigi Paragone ha mostrato il dito medio nello studio di Un giorno da pecora su Radio 1, rivolgendosi a chi vorrebbe estrometterlo dal Movimento.

Tutto si può dire di Gianluigi Paragone, ma non che non abbia il dono della chiarezza. Il senatore pentastellato ne ha dato una prova convincente intervenendo poco fa a “Un giorno da Pecora”, trasmissione radiofonica cult di Radio 1. Quando gli è stato domandato che gesto farebbe se venisse espulso dal Movimento 5 Stelle, il nostro ha risposto mostrando il dito medio a favore di telecamera. Va da sé che l’immagine ha subito fatto discutere ed è rimbalzata da un social all’altro, diventando virale.

Sta di fatto che il senatore ribelle, reo di no aver votato la fiducia alla manovra, rischia l’espulsione dal Movimento. Nello studio della trasmissione Paragone ha comunque trovato un difensore d’ufficio nell’ex senatore Antonio Razzi. “Mi farò difendere da Razzi, risponderemo ‘questo non credo’…”, dice. “Nel procedimento farò valere il programma, secondo me vinco io. Possono anche espellermi, vorrà dire che il programma elettorale è una burla. Se vogliamo ingannare gli elettori, mi espellano. Espelleranno una persona che sta dicendo quello che è scritto nel programma elettorale. Il Movimento potrà dire di aver cambiato idea, io non voglio dirlo”.

“Dove vado se vengo espulso? Ma non vengo espulso…”, continua Paragone. L’ha chiamato Luigi Di Maio? “No”. Si è visto con Beppe Grillo? “No”. “C’era una cena con gli attivisti, c’era anche Alessandro Di Battista – spiega l’esponente M5S -. Io voglio difendere un programma elettorale, radicale e forte, fatto per gli ultimi”.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

La reazione del “ribelle” Paragone

Gianluigi Paragone ha anche fatto chiarezza sui rumors che danno come possibile un suo passaggio alla Lega. “Spazziamo via qualsiasi voce su questo – ha scandito – . Come si può pensare che io possa passare alla Lega quando la Lega si è innamorata di Mario Draghi? Io credo che l’Europa così com’è non va bene, vedo che se ne fottono completamente e non mi possono venire a dire che ce l’ho col governo”.

“Io ieri ho votato il decreto fiscale, continuo a sollevare il tema del nostro rapporto con l’Europa – puntualizza Paragone ai microfoni di Radio Cusano Campus -. Io ho una faccia, una reputazione, se gli altri non ce l’hanno sono fatti loro. Pretendo che queste idee diventino programma di governo dato che siamo la prima forza parlamentare. Se qualcuno ha paura si levi”. A buon intenditore.

EDS