Chernobyl, i tre sommozzatori considerati morti in realtà sono ancora vivi

Il 26 aprile 1986 uno dei reattori della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, esplose. Uno scrittore ci rivela oggi dettagli interessanti sulla vicenda, ecco chi è.

(Fonte: Getty Images)

Il più grande disastro nucleare della storia è accaduto il 26 aprile 1986, 33 anni fa. Quel giorno, verso l’una di notte, in seguito a problemi tecnici uno dei reattori della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, esplose. Rapidamente una nube radioattiva contaminò tutta la zona circostante, che fu evacuata. I morti certi furono 66, ma ancora ad oggi la stima rimane incerta. Secondo un rapporto dell’Onu, in seguito all’incidente furono più di 4mila le persone che si ammalarono di cancro.

Potrebbe interessarti anche –> Chernobyl, uno degli “eroi” si suicida dopo aver visto la serie tv sul disastro

Chernobyl: lo scrittore che si interessò alla vicenda, svelando la verità

(Fonte: Getty Images)

La catastrofe interessò tutta Europa, ma un ragazzo si preoccupò dell’accaduto più di chiunque altro. Il giovane, scozzese, iniziò ad  indagare: cosa era successo davvero? Come funziona l’energia nucleare? Cosa hanno provato le persone che erano lì? Il giovane si informa autonomamente, ma con poco successo: il governo dell’URSS ha taciuto molte cose, confondendo diverse versioni dei fatti. Nel 2011, con soli 24 anni, il ragazzo partecipò ad un tour guidato a Pripyat, la città più vicina alla centrale. Il viaggio segnò l’inizio di una lunga inchiesta che gli cambierà la vita.

Chi è Andrew Leatherbarrow

Andrew Leatherbarrow, oggi 32enne, è autore di “Chernobyl 01:23:40” (pubblicato da Salani), un reportage dettagliato che racconta di tutto quello che accadde nella centrale nucleare 33 anni fa. La stesura del volume è durata cinque anni, durante i quali Leatherbarrow ha illuminato nuovi dettagli sulla vicenda. Il libro è oggi usato come punto di riferimento per la sceneggiatura della serie tv “Chernobyl”, creata da Craig Mazin e trasmessa da Hbo/Sky Atlantic.

Potrebbe interessarti anche –> Chernobyl, ecco di cosa parla la nuova serie culto di HBO – VIDEO

I tre sommozzatori considerati morti in realtà sono ancora vivi

Durante un’intervista Andrew Leatherbarrow ha parlato dei “sommozzatori di Chernobyl”, un dettaglio della vicenda fino ad oggi sconosciuto, raccontando: “Il 6 maggio 1986 Alexei Ananenko, Valeriy Bezpalov e Boris Baranov si immersero nelle vasche di sicurezza, ormai colme di acqua radioattiva, e aprirono le valvole che favorirono il deflusso di liquidi contaminati, riuscendo così a impedire un’altra esplosione. In ogni articolo, libro o documentario si dice che i tre volontari morirono poco dopo aver compiuto il nobile gesto. Io non ne ho mai trovato conferma in nessuno dei testi analizzati. Per questo ho continuato a cercare. Mi sono imbattuto in un annuncio di morte per infarto di Boris Baranov datato 2005, poi ho scoperto che gli altri due erano ancora vivi. Nel marzo 2016 sono riuscito a contattare Alexei Ananenko. Non era molto turbato dall’essere ritenuto morto ormai da trent’anni. Ho deciso di raccontare la loro vera storia: era troppo importante. Dopo l’uscita delle serie tv Ananenko ha rilasciato qualche intervista. Dice di non essere un eroe. Nel 2018 tutti e tre hanno ricevuto una medaglia al valore per il loro coraggio”.