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Cristiano Ronaldo furioso vola in Portogallo senza salutare i compagni di squadra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:04
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Cristiano Ronaldo
(Getty Images)

Serata nera per Cristiano Ronaldo: sostituito al 55′ il portoghese non si è fermato in panchina ed ha lasciato lo stadio prima della fine della partita.

Ciò che ha reso grande Cristiano Ronaldo (oltre all’indubbio talento) è la sua fame di vittoria e protagonismo. Il portoghese nella sua lunghissima carriera ha sempre puntato ad essere il migliore e per anni, inseguendo la chimera Messi, ha lavorato sul suo fisico e sul suo modo di giocare per diventare il numero uno al mondo. L’obiettivo è stato centrato per un quinquennio in cui, complice l’abilità di Ancelotti e Zidane di gestirlo al meglio, Ronaldo è stato sempre decisivo nelle fasi finali delle stagioni portando a casa 4 palloni d’oro ed altrettante Champions League (a cui si deve aggiungere un Europeo con il Portogallo).

CR7 è giunto a Torino con l’etichetta di migliore al mondo (ex aequo con Messi) ed il titolo sovrano della Champions League (della quale è tutt’ora il miglior marcatore della storia). Lo scorso anno si è adattato a fatica al nostro campionato, riuscendo ad essere decisivo solo a partire da metà stagione. In Champions poi è apparso solo per la strepitosa rimonta sull’Atletico Madrid, per poi smontarsi insieme ai compagni contro il sorprendete Ajax. Quest’anno dunque dev’essere quello del riscatto, quello in cui deve dimostrare che anche fuori da Madrid è sempre il numero 1.

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Cristiano Ronaldo furioso, vola in Portogallo

La grande fame di protagonismo del lusitano è la sua forza, ma anche la sua debolezza. Lo dimostra il fatto che dopo l’eliminazione in Champions si è nascosto e lamentato dicendo che da solo non può fare più di tanto, che alla cerimonia per il FIFA World Player of the Year (andato a Messi) non si è presentato per lesa maestà (riteneva, come ritiene sempre, di doverlo vincere). Lo dimostra anche la reazione avuta per la sostituzione di ieri.

In Juventus-Milan di ieri sera Ronaldo era l’ombra di sé stesso, incapace di incidere e di essere risolutivo per la sua squadra. La logica conseguenza è che l’allenatore, volendo vincere la partita, lo sostituisca per mettere in campo Dybala, calciatore che da un mese buono è il migliore dei bianconeri. L’argentino alla fine deciderà la partita con una giocata delle sue, il cambio dunque è stato corretto. Cristiano, però, non lo ha accettato: dopo la sostituzione ha rivolto qualche parola a Sarri e non è passato nemmeno dalla panchina. Inoltre pare che abbia lasciato lo stadio prima della fine dell’incontro.

Sarri minimizza: “Ha un problema al ginocchio”

Sarri a fine partita ha minimizzato l’episodio, dicendo che è normale che sia arrabbiato e che la sua cattiva prestazione è legata ad un problema al ginocchio che gli impedisce di allenarsi con costanza. Sull’abbandono dello stadio, però, ha aggiunto: “Se è vero che se ne è andato prima della fine, è un problema da risolvere con i suoi compagni”. Il chiarimento non potrà avvenire nell’immediato visto che l’asso portoghese è volato nel suo Paese per il doppio impegno del Portogallo nelle Qualificazioni all’Europeo.

Data la precaria condizione fisica il doppio impegno con la Nazionale cade in un periodo sbagliato. Il Portogallo deve vincere almeno una delle due partite per ottenere il pass per la competizione (la Serbia è ad un punto e preme). In una tale situazione il 5 volte pallone d’oro è necessario anche solo a livello mentale. Dovesse giocare entrambi gli incontri, però, il problema al ginocchio non potrebbe che peggiorare. Ciò ne condizionerebbe le prestazioni e di conseguenza l’umore, con evidenti strascichi sul rapporto con ambiente e compagni.