Conte spese | “In un mese costa agli italiani 125mila euro”

Conte spese
Giuseppe Conte spese conti in tasca al premier da Il Giornale FOTO viagginews

Bufera Giuseppe Conte spese: il primo ministro sarebbe costato agli italiani oltre centomila euro a settembre per i suoi viaggi istituzionali.

È polemica sulle spese di Giuseppe Conte nei suoi viaggi istituzionali. ‘Il Giornale’ fa i conti in tasca al Premier e riferisce che nel solo mese di settembre l’attuale primo ministro “ci è  costato 125mila euro”. Nel corso di 30 giorni Conte ha compiuto 5 viaggi in Italia ed altri 2 all’estero. Il quotidiano milanese cita fonti Adnkronos e snocciola alcuni numeri. Vitto ed alloggio in albergo per lui e per il suo staff di Palazzo Chigi sono costati in particolare 87mila euro. Si tratta di 119 collaboratori in totale, con una nota spese di Conte che ammonterebbe per la precisione a 125.484,27 euro. Il premier ha viaggiato con 60 persone nei suoi spostamenti istituzionali in Italia, e con 59 invece per le missioni di rappresentanza all’estero. L’esborso va diviso nel seguente modo, per ‘Il Giornale’. Ci sono 87.712,86 euro dei quali 2mila spesi per le missioni interne ed i restanti 85mila e rotto per quelle oltre confine.

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Conte spese, le uscite esaminate con dovizia per i suoi viaggi

Più 30mila euro per i viaggi delle delegazioni del primo ministro, con spese necessarie quali il costo di biglietti per spostamenti in treno o aereo e di rifornimento carburante. Inoltre ecco altri 7mila 901 euro di “costo complessivo per indennità di missione nei casi previsti dalla legge”. Il premier ha presenziato di recente a Taranto per affrontare la delicata questione dell’Ilva e del contestato abbandono del polo industriale annunciato da Arcelor Mittal. Una situazione spinosa che lavoratori e residenti locali chiedono a gran voce al Governo PD-M5S di risolvere subito. Le due categorie hanno interessi contrapposti. Chi lavorava lì si è ritrovato senza certezze per il futuro. Altri invece vorrebbero una chiusura definitiva dello stabilimento a causa dell’elevato e nocivo impatto ambientale che esso comporterebbe, con numerosi casi di malattie gravi emersi negli ultimi anni in zona.