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Cardito, la sorellina di Giuseppe: “Dovete arrestare papà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:43
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Cardito, il racconto della casa degli orrori arriva in tribunale, la sorellina di Giuseppe disse a un poliziotto: “Dovete arrestare papà”.

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Ci sono novità molto importanti sulla tragica vicenda di Cardito, vicino Napoli, dove Tony Essobti Badre, 24 anni, ha perso al testa per un futile motivo e ha massacrato di botte i figli della compagna di 30 anni, uccidendo il più piccolo dei due, Giuseppe. In quella circostanza rimase gravemente ferita anche la sua sorellina del bambino ucciso. Lei in questi mesi ha raccontato l’orrore. Un orrore che adesso prende forma anche nelle dichiarazioni che vengono rese al processo contro l’italo tunisino e la compagna, Valentina Casa.

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Il processo per la morte del piccolo Giuseppe a Cardito

Sono le parole di un agente di polizia, che ha raccolto la testimonianza della piccola all’ospedale Santobono di Napoli, a risuonare in aula. “Dovete portare in prigione mio padre, la sera beve la birra e ci picchia, e mamma deve chiamare i carabinieri”, ha confidato la bambina. Ci sono poi le testimonianze dei vicini. Una in particolare racconta descrivendo lo stato della piccola: “Mi sembrava un mostro, era irriconoscibile. Non pensavo che una persona potesse arrivare a tanto”.

La vicina di casa fa riferimento all’arrivo dei soccorsi, quel giorno di fine gennaio di quest’anno, nella casa degli orrori. Il racconto mette i brividi: “Quando ho visto la bambina, ho pensato a mio figlio che ha otto anni. Aveva i capelli strappati, dietro la nuca, l’ho vista per pochi istanti ma fa male ricordare”. Le parole della donna – che ha visto e sentito gli abusi – non lasciano spazio alle interpretazioni: “Quella era la casa degli orrori: Badre che urlava sempre tantissimo e diceva parolacce”.