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Sacerdote Padova, foto a luci rosse in gruppo Whatsapp dei genitori: “È stato un hacker”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:40
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sacerdote padova foto Whatsapp
Sacerdote Padova sospeso dopo foto a luci rosse su Whatsapp FOTO viagginews

Dal contatto Whatsapp di un sacerdote a Padova parte una foto molto spinta, che finisce nel gruppo dei genitori dei bambini. Lui si difende.

Un sacerdote facente parte della Diocesi di Padova è stato allontanato dopo che dal suo numero Whatsapp è arrivata una foto dai contenuti espliciti. L’immagine contestata è apparsa in una chat che ha come membri i genitori dei bambini che sono in procinto di ricevere i sacramenti di comunione e di cresima. Il religioso, in base a quanto si apprende, è un 73nne che collabora con il parroco della parrocchia interessata da questa spiacevole circostanza. Lui si è difeso respingendo con forza ogni accusa e sostenendo che qualcuno ha agito contro di lui. “Mi hanno hackerato il cellulare, non sono stato io”. In un comunicato ufficiale si rende noto quanto segue.

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Sacerdote Padova, la spiegazione del religioso non sembra convincente

“Appena appreso il fatto e in attesa di valutare le esatte circostanze dell’accaduto e di eventuali ulteriori provvedimenti da attuare nei confronti del sacerdote, la Diocesi di Padova ha provveduto immediatamente ad allontanarlo dalla parrocchia dove prestava servizio e da qualsiasi altro ambito pastorale, a tutela della serenità delle persone coinvolte e di tutta la comunità”. Proprio il sacerdote in questione aveva creato quel gruppo, aiutato anche da due catechiste. E questo allo scopo di facilitare le relazioni e per far giungere con immediatezza eventuali comunicazioni che riguardassero la parrocchia. La cosa è accaduta all’incirca un mese fa, verso fine settembre. Ma la notizia è diventata di dominio pubblico solamente ora. Le scuse del sacerdote sotto accusa non sono valse a nulla. Il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, ha scelto di allontanare il religioso dalla parrocchia oltre che da qualsiasi altra attività prevista, per meglio tutelare la serenità di tutti coloro che si sono sentiti offesi.