Le accuse di Icardi all’Inter: emergono le prime pagine dell’atto legale

Icardi fa causa all'Inter
(Getty Images)

Guerra aperta tra Mauro Icardi e l’Inter: dopo mesi di dichiarazioni concilianti, l’ex numero 9 nerazzurro ha deciso di adire alle vie legali per essere reintegrato in rosa.

Il braccio di ferro tra l’Inter e Mauro Icardi continuerà in tribunale. A decidere chi ha ragione tra le due parti sarà l’arbitrato nei prossimi mesi, nel frattempo il calciatore vive da separato in casa e si prepara ad una guerra intestina che potrebbe nuocere sia a lui che alla sua attuale squadra. Che il rapporto tra la società milanese ed il calciatore argentino fosse concluso lo si era capito sin dal termine della passata stagione. L’Inter aveva dichiarato che Icardi non faceva più parte del progetto e al suo arrivo Antonio Conte aveva ribadito la decisione della società.

Nei mesi successivi i nerazzurri hanno cercato di venderlo al migliore offerente, ascoltando le proposte di Napoli e Juventus in Italia e negli ultimi giorni quella dell’Atletico Madrid. Ad impedire che le trattative per il trasferimento divenissero concrete è stata la volontà di Icardi che non si è mai mosso dalla ferma intenzione di rimanere a Milano e di giocarsi le sue possibilità con Conte. La scorsa settimana si era ventilata la possibilità di un rinnovo di contratto e di una cessione in prestito secco e sembrava che la telenovela si potesse concludere positivamente, ma oggi è giunta la notizia che l’attaccante ha fatto causa all’Inter.

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Icardi fa causa all’Inter: ecco gli sgarbi che avrebbe subito

Nelle scorse ore sono emerse le prime pagine dell’atto legale che l’avvocato Giuseppe Di Carlo ha depositato all’arbitrato. Il calciatore argentino contesta alla società di averlo emarginato dal gruppo, escludendolo dalle sedute tecnico-tattiche, dalla chat della squadra in cui vengono comunicati gli orari dei ritrovi e le convocazioni, facendolo allenare con la primavera e utilizzandolo come “Sponda” per le partitelle 5 vs 5. L’argentino contesta lo “scippo” della fascia da capitano e quello della maglia numero 9, nonché l’esclusione dalle campagne di marketing.

Nel documento si legge come il comportamento della società sia ritenuto da Icardi “discriminatorio e lesivo della dignità personale e professionale” e viene chiesto il pieno reintegro nella rosa, compresa la partecipazione alle sedute per la preparazione delle partite. Inoltre si chiede un risarcimento pari al 20% dello stipendio (1,5 milioni di euro) annuo per i danni morali e d’immagine causati dal trattamento che gli è stato riservato in questi mesi. L’argentino cita come testimoni tutti i compagnia di squadra e come precedenti legali i casi Puggioni e Albertazzi, reintegrati dopo aver sporto denuncia.