Carabiniere ucciso, l’americano “bendato” cambia avvocato: ecco perché

Christian Gabriel Natale Hjorth, tra i fermati per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, sarà difeso dallo stesso avvocato del superteste del caso Cucchi.

Christian Gabriel Natale Hjorth, il giovane americano fotografato bendato e ammanettato dopo il fermo per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, cambia avvocato. La sua difesa passa in mano a Francesco Petrelli, già legale di Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale nel caso Cucchi e divenuto un testimone chiave dopo aver accusato gli altri due militari coimputati nel processo sulla morte del geometra romano.

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L’assistenza  del dipartimento Usa agli aggressori del carabiniere

Intanto fonti del dipartimento di Stato Usa fanno sapere che stanno fornendo tutta l’assistenza consolare necessaria a Christian Gabriel Natale Hjorth e a Elder Finnegan Lee, l’altro giovane statunitense arrestato per l’aggressione letale al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, sottolineando che “prendiamo sul serio la responsabilità di assistere cittadini americani all’estero”. E precisano che per “assistenza consolare” si intende “assicurarsi che i cittadini statunitensi detenuti ricevano un processo equo e trasparente con accesso all’assistenza legale; visite ai cittadini detenuti in carcere per garantire che ricevano un trattamento umano, incluse eventuali cure mediche se ritenute necessarie; e, con il permesso del singolo individuo, facilitare le comunicazioni con le famiglie o altri congiunti, se lo desiderano”.

Finnegan Lee Elder e Gabriel Christian Natale Hjorth sono tuttora detenuti in carcere a Regina Coeli dove sono stati visitati da autorità consolari statunitensi. Secondo la gip Chiara Gallo, i loro comportamenti “testimoniano la totale assenza di autocontrollo e capacità critica evidenziandone la pericolosità sociale”. Concreti sia il pericolo fuga, evidenzia l’ordinanza del giudice, perché gli arrestati erano pronti a lasciare l’Italia all’indomani dell’omicidio, sia il rischio di reiterazione del reato, alla luce “della disponibilità di armi di elevata potenzialità offensiva”. Intanto sulla foto che ritrae il giovane americano bendato la Procura ha aperto un fascicolo e la Procura generale presso la Corte d’Appello ha avviato indagini disciplinari per far luce su tutte le responsabilità.

EDS