Carabiniere ucciso, le ultime parole di Mario: “Aiuto, mi stanno ammazzando”

le ultime parole di MarioNelle scorse ore sono emersi molti dettagli sulla notte in cui è stato ucciso il carabiniere Mario Cerciello Rega, comprese le sue ultime parole.

In seguito alla pubblicazione dell’ordinanza di arresto emessa dal Gip ai danni di Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjort, la dinamica di quanto accaduto la notte in cui è morto Mario Cerciello Rega è leggermente più chiara. A quanto pare i due californiani erano andati alla ricerca di Cocaina ed avevano trovato in Brugiatelli un contatto attraverso il quale trovarla. L’uomo aveva dato loro il suo zaino come prova della sua buona fede, ma quando i tre si sono presentati davanti agli spacciatori la situazione è sfuggita di mano.

Secondo la ricostruzione, infatti, gli spacciatori hanno provato a truffare gli americani dandogli un’aspirina polverizzata al posto della droga, questi hanno capito che era una truffa e si sono innervositi, quindi sono scappati con lo zaino del mediatore. Alcuni militari in zona li hanno visti scappare ed hanno cercato di fermarli senza successo. Poco dopo si sono incontrati con il mediatore che ha spiegato loro cos’era successo. Questi gli consigliano di chiamare il 112, ma lui cerca prima di contattare gli americani per trovare un accordo. Quando, però, questi gli chiedono 100 euro ed una dose di cocaina, si vede con le spalle al muro ed effettua la prima chiamata (verrà richiamato poco dopo).

Carabiniere ucciso: il tentativo di arresto e le ultime parole di Mario Cerciello Rega

Dalla centrale mandano una pattuglia in borghese che si incontra prima con i quattro colleghi in zona e poi con l’uomo che ha effettuato la segnalazione. Stabiliscono di fissare un incontro con i due americani e che Varriale e Rega si presentino insieme al mediatore. I due americani appaiono nervosi e circospetti ed i due carabinieri si avvicinano a loro per effettuare un controllo. Secondo la versione del carabiniere si sono dichiarati mentre secondo i due imputati non lo avrebbero fatto, comunque sia andata ne è nata una colluttazione, Varriale lottava con Hjort mentre Rega con Lee, il quale ha uscito il coltello che aveva in tasca (un Kabar) e lo ha pugnalato per undici volte. Solo a quel punto il collega si è accorto della gravità della situazione. Rega ha urlato ed ha chiesto una mano: “Aiuto, mi stanno ammazzando”, a quel punto il collega ha chiamato aiuto e gli ha prestato soccorso. Proprio quella richiesta di aiuto sarebbero le ultime parole che il carabiniere è stato in grado di pronunciare prima di morire in ospedale.