Bibbiano, la terribile confessione della bimba tornata dai genitori

E’ da brividi il racconto della bimba coinvolta nell’inchiesta di Bibbiano che dopo due anni ha finalmente potuto rivedere i suoi genitori: “Mi sono mancati gli abbracci”.

“Devo uscire, devo andare a prendere un regalo per la bambina. Me la sto facendo letteralmente sotto per l’emozione, mi tremano le gambe. La rivedrò dopo due anni”. A parlare è il papà di uno dei 7 minori coinvolti nell’inchiesta “Angeli e demoni” della procura di Reggio Emilia. Sua figlia gli aveva chiesto via lettera di “andare a prenderla” e di “portarmi uno del tuoi splendidi regali”, ma soprattutto di darle “uno di quegli abbracci che mi mancano tanto”. Un sogno che solo ora è diventato realtà.

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L’incubo della bimba di Bibbiano e dei suoi genitori

La bimba implorava una risposta: “Vorrei almeno un biglietto, quando finisci di leggere prendi carta e biro… me lo aspetto con tutto il cuore”. Ma gli operatori dei servizi sociali dell’Unione dei comuni della Val d’Enza non hanno mai consegnato la sua breve lettera al papà. La missiva è contenuta infatti nell’ordinanza che ha portato a 16 misure cautelari (29 sono gli indagati).

La vicenda di questa bimba è tra le più strazianti nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla magistratura. Tutto cominciò tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018, quando i suoi genitori decisero di separarsi. Un evento doloroso che provocò nella bimba uno stress emotivo importante. La ragazzina cominciò a dare segni di difficoltà a scuola: di qui l’entrata in scena dei servizi, che a febbraio scorso decisero di allontanarla da casa e di darla in affidamento a una coppia di donne. Poco dopo furono depositate le relazioni nelle quali si spiega perché la piccola non doveva più vedere mamma e papà: l’ipotesi è che sia stata abusata sessualmente nel contesto familiare.

I genitori restano sconvolti di fronte a questa scusa e mettono da parte ogni ostilità per riprendersi la bambina: “Della mia ex possono dirmi tutto, ma che abbia abusato lei la bambina non ci crederò mai”, ha detto il padre della piccola al suo avvocato. E la mamma gli fa eco: “Se solo avessi intuito una cosa del genere sarei stata io stessa a denunciare tutto”. Ma nelle relazioni si legge anche che la piccola “non vuole vedere i genitori e che ha paura di essere rapita”.

La Procura di Reggio Emilia ha oggi fondati motivi di credere che quei report dei servizi sociali siano falsi e “pilotati”. Stando alle registrazioni delle microspie dei Carabinieri, quando una psicologa chiede alla bambina se vorrebbe incontrare i suoi genitori, lei risponde senza esitare: “Mi piacerebbe. Ogni tanto mi capita di piangere perché mi mancano gli abbracci di papà“. C’è voluta ’inchiesta “Angeli e Demoni” per ridare un briciolo di speranza a quella mamma e quel papà. Resta l’amarezza per l’incubo vissuto: “Me l’hanno portata via che era una bimba di 9 anni e ora mi ritrovo a incontrare un’adolescente”, dice il padre. Ma ora è il momento di pensare ad altro.

EDS