Etna, sorgono due colate laviche: la situazione

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Nuovi segni di attività da parte dell’Etna – FOTO: © Getty Images

L’Etna è in gran fermento e dopo i numerosi eventi che hanno avuto luogo nei mesi scorsi, il vulcano che sovrasta Catania ha dato nuovi segni.

L’Etna si è risvegliato. Dopo le colate e gli annessi fenomeni sismici avvenuti tra fine 2018 ed inizio 2019, l’enorme vulcano che sovrasta Catania ha dato dei segnali di ripresa della sua attività con due fratture definite sub-terminali, manifestatesi alla base del cratere situato in posizione sud-est e sul fianco nord-orientale del Nuovo cratere sempre a Sud-Est. Ci sono state anche altrettante colate laviche di scarsa intensità, giunte ad appena qualche centinaia di metri presso la sommità dell’Etna. Ora la pressione dei condotti magmatici è già in diminuzione, e ha comportato una attività riscontrata all’interno dei crateri principali.

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Etna, nessun pericolo per la popolazione

Molte volte situazioni del genere hanno portato alla chiusura del traffico aereo del vicino aeroporto di Fontanarossa, o quantomeno alla forte limitazione del transito di velivoli. Non è stato però questo il caso. Lo scalo è operativo e lavora come di consueto. L’INGV ha comunicato che l’Etna si avvia verso l’inizio di una nuova fase eruttiva, della quale non si conosce il periodo di estensione. “Potrebbe durare pochi giorni, poche settimane ma anche diversi mesi. I fenomeni avvenuti in queste ore sono delimitati alla zona sommitale e questo fa si che non ci siano rischi per i centri abitati limitrofi. Sarà però necessario procedere a dei controlli per quanto riguarda la presenza di flussi di turisti nell’area vulcanica interessata, e questo per ovvi motivi legati alla sicurezza”.