Strage di Erba, coniugi Romano innocenti? C’è chi lo sostiene dal 2007

c'è chi lo sostiene dal 2007
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Dopo i servizi de ‘Le Iene’ sempre più persone sono convinte dell’innocenza dei coniugi Romano. C’è chi ha anticipato tutti e  trovava improbabile che fossero stati loro gli autori già nel 2007.

Da quando il programma d’inchiesta ‘Le Iene‘ ha riportato all’attenzione di tutti la Strage di Erba e la condanna di Rosa Bazzi e Olindo Romano, puntando con decisione alla revisione del processo, sono sempre più numerose le persone che ritengono i due coniugi non in grado di compiere una simile carneficina. I dubbi sollevati dal programma sono numerosi e riguardano sia l’acquisizione delle prove che quella delle confessioni.

La strada verso un riesame del caso, ad oggi, è ancora lunga e non è detto che si procederà in tal senso, eppure la via imboccata sembra quella, soprattutto dopo che il marito e padre delle vittime si è detto sicuro dell’innocenza dei due condannati. Lo stesso Azouz Marzourk ha dichiarato di conoscere l’identità degli assassini e di aver chiesto al proprio legale di preparare la richiesta di revisione della sentenza.

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Strage di Erba, Franceschetti sostiene l’innocenza dei coniugi Romano dal 2007

Se ‘Le Iene’ hanno cominciato solamente lo scorso anno a spingere l’ipotesi di una sentenza errata, e l’opinione pubblica si è spostata verso questa direzione solamente di recente, c’è chi aveva fatto notare che qualcosa non andava sin dal 2007. Stiamo parlando del blogger Paolo Franceschetti. Questo, infatti, aveva notato sin da subito come la strage avesse i connotati di un omicidio rituale e che fosse difficile che i due potessero aver rispettato alla perfezione determinati schemi.

I suoi dubbi nascevano pure dall’andamento delle indagini, dal fatto che Olindo avesse confessato e dopo avesse ritrattato sostenendo di aver subito il lavaggio del cervello. Inoltre gli sembrava debole il movente: davvero una coppia di umili lavoratori ucciderebbe i vicini perché fastidiosi? Ciò però che lo aveva fatto dubitare sin dall’inizio era la “pulizia” dei tagli alla gola delle vittime, opera a suo avviso di professionisti.