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Il caso della morte di Ivan Ciullo, in arte dj Navi, è stato riaperto: “Riesumate la salma”, per la sua famiglia il giovane non si è ucciso.

dj navi
(Facebook)

Svolta nella vicenda della morte di Ivan Ciullo, noto come dj Navi, il disc-jockey e conduttore radiofonico trovato cadavere nel 2015 nelle campagne del Basso Salento. Il caso è salito alla ribalta nazionale grazie ad alcune trasmissioni televisive e all’impegno della madre del giovane, che insieme al suo compagno non ha mai creduto che il figlio si fosse suicidato e ha sempre parlato apertamente di omicidio.

Caso Ivan Ciullo: la decisione della Procura di Lecce

Che la scena del crimine fosse artefatta sono convinti avvocati e consulenti della famiglia di dj Navi: la posizione del corpo, che praticamente poggiava a terra, lasciava credere che quel “suicidio” fosse una messa in scena e ora la Procura di Lecce accoglie le richieste dei familiari del giovane, disponendo la riesumazione del cadavere, incarico che sarà affidato al medico legale Alberto Tortorella e al professore dell’Università di Bari Francesco Introna, quest’ultimo già consulente del caso della morte di Noemi Durini.

Soddisfazione da parte dei legati della famiglia, Paolo Maci e Walter Biscotti e della dottoressa Chiara Landolfo. La mamma di Ivan Ciullo e il compagno della donna si erano affidati alle consulenze del criminologo e sociologo Roberto Lazzari e del medico legale, Giuseppe Panichi, che poco spazio lasciavano alle interpretazioni: stando a questi, infatti, dj Navi sarebbe stato ucciso. L’avviso di riesumazione del cadavere, oltre che ai familiari, sarebbe stato notificato all’unico indagato per questa vicenda, che è sotto accusa per istigazione al suicidio. Come noto, si tratta di un professionista della zona con cui il disc-jockey avrebbe avuto una frequentazione, che si sarebbe chiusa proprio poco prima della morte del 34enne.

Le novità nel caso della morte di dj Navi

Qualche settimana fa, il pubblico ministero Maria Vallefuoco aveva riaperto il fascicolo d’indagine per la terza volta in quattro anni accogliendo l’istanza della famiglia della vittima. Nelle due precedenti occasioni, tutto si era chiuso con l’archiviazione del gip, su richiesta della Procura: secondo loro, Ivan Ciullo si sarebbe suicidato. Ma negli ultimi mesi erano apparsi degli elementi di novità, riguardanti un’impronta diversa da quella di dj Navi sul luogo del ritrovamento del cadavere e l’ipotesi che questi sia morto strangolato.

La famiglia così è riuscita a riaprire il caso e a ottenere finalmente la riesumazione del cadavere. In questi anni, sotto accusa è stata messa una presunta superficialità con cui sarebbero state condotte le indagini: la distruzione degli abiti del giovane, la mancata esecuzione di un’autopsia, presunti errori e omissioni da parte di chi trovò il cadavere del giovane. Dalla riesumazione del cadavere di Ivan Ciullo, nelle prossime settimane potrebbero emergere elementi di novità, ma per la madre del giovane questa è sicuramente una prima vittoria.

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