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A denunciare l’accaduto è stato lo zio della ragazza: “Siamo arrivati all’aeroporto un’ora prima e non ci hanno fatto partire”. 

Lasciata a terra da Ryanair dopo la chemioterapia. Questa la triste “disavventura” di cui è stata protagonista Betty, una 16enne dell’Oristanese che dallo scorso ottobre lotta (fortunatamente con buoni risultati) contro un sarcoma, con regolari trasferte al Rizzoli di Bologna. Lo scorso 17 marzo, di pomeriggio, è stata dimessa dopo aver concluso il terzo ciclo, e il giorno dopo, alle 5.45 del mattino Betty, sua mamma e suo zio erano all’aeroporto Marconi di Bologna pronti per salire sull’aereo Ryanair che li avrebbe portati ad Alghero. La partenza era prevista alle 6.50, e i tre avevano già le carte di imbarco fatte online, ma dovevano spedire due valigie e attivare l’assistenza speciale per Betty.

Purtroppo per loro, al gate c’era la coda e quando lo zio è arrivato al banco del check-in la hostess ha detto loro che lo “sportello” era chiuso. Lui ha provato a spiegare la situazione, con la nipote e la cognata sedute lì vicino, ma la hostess è stata irremovibile, rimandandolo all’ufficio vendite. La “soluzione” proposta è stata quella di partire due giorni dopo, sempre da Bologna, oppure il giorno successivo da Bergamo, con nuovi biglietti. Ma Betty doveva assolutamente tornare a casa entro sera per prendere i suoi farmaci. Così lo zio è tornato al banco del check in ha convinto (o almeno così pensava) la hostess a tentare di partire. Dopo aver fatto nuovamente la fila per il gate, però, un’altra hostess lo ha informato che l’imbarco era terminato e gli sportelli erano chiusi.

Una sconvolgente inflessibilità

E così l’uomo ha dovuto affrontare l’emergenza con l’aiuto del figlio, che ha acquistato tre biglietti Frecciarossa per arrivare fino a Roma, stazione Termini, da dove hanno preso il  trenino per l’aeroporto. “A Fiumicino abbiamo incontrato degli angeli – ha raccontato l’uomo al Corriere della Sera -. Le hostess di Blue Air ci stavano già aspettando con la carrozzina, siamo partiti alle 15.45, di sera ‘la bambina’ era a casa”. Quanto a Ryanair, non ha dato fiore alcuna spiegazione. “Poco importa adesso – chiosa lo zio di Betty – io con loro non volo più. Ad aprile, quando dovremo tornare a Bologna, prenderemo l’aereo per Milano e da lì noleggeremo un’auto”. Ma non nascondere di essere “sconvolto dalla poca umanità delle tre persone che ho incontrato. A tutte avevo raccontato in che condizioni fosse mia nipote, e già questo è umiliante. Vedevo benissimo che le persone stavano ancora imbarcando, quando siamo arrivati noi, non mi spiego tanta inflessibilità”.

EDS