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Sissy Trovato Mazza, svolta l’autopsia: i dubbi sulla morte sono tanti

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Sissy Trovato Mazza, svolta l’autopsia, ma sul suo caso ci sono tanti punti oscuri

La vicenda di Sissy Trovato Mazza, morta il 13 gennaio scorso dopo oltre due anni di coma, resta avvolta nel mistero. Intanto è stata fatta l’autopsia.

Sabato scorso si è svolta l’autopsia sul corpo di Sissy Trovato Mazza, la giovane guardia penitenziaria morta lo scorso 13 gennaio dopo 26 mesi di coma. E la cui vicenda resta avvolta nel mistero. I risultati dell’esame svolto all’ospedale ‘Riuniti’ di Reggio Calabria hanno stabilito che a provocarne il decesso sono state delle complicanze legate al coma in cui è rimasta dal novembre 2016. Da quando cioè venne portata in ospedale per le conseguenze di un colpo di pistola alla testa ricevuto all’interno di un ascensore dell’ospedale civile di Venezia. Colpo partito dalla sua pistola, ma che pare fosse stato esploso da un ignoto. Sissy Trovato Mazza lavorava nel carcere della Giudecca dal 2011. Pare però che la calabrese abbia avuto dei momenti difficili legati al fatto che lei avesse denunciato presunti abusi subiti dalle detenute ed anche dei comportamenti illeciti tenuti da guardie ed altri dipendenti della struttura carceraria, come festini e simili.

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Sissy Trovato Mazza, segni di lotta sulle sue mani

Secondo la Procura si tratta di suicidio, tesi che però la sua famiglia nega con forza. Il gio Barbara Lancieri ha perciò stabilito il procedere di verifiche ulteriori, in particolare sull’arma del delitto, sul pc della vittima – che sembra sia stato formattato subito dopo il fatto – e sulle celle telefoniche dell’ospedale. L’autopsia si è svolta sabato, come detto, alla presenza di periti incaricati dalla Procura di Venezia. Sono stati fissati finalmente anche i funerali di Sissy, che avverranno martedì 22 gennaio alle ore 14:30 nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Ci si aspetta che l’autopsia chiarisca anche la traiettoria di entrata del proiettile nel cranio della ragazza ed una eventuale compatibilità o meno con un colpo autoinferto. Agli atti ci sarebbero anche delle fotografie alle mani di Sissy Trovato Mazza, che subito dopo essere stata ferita alla testa presentava mani gonfie, come di chi avesse sferrato dei pugni pesanti per lottare.

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I dubbi sul delitto di Sissy Trovato Mazza sono tanti

Nessuno mai però pare aver pensato alla possibilità di prelevare dei tessuti di dna dalle sue unghie né esaminare le riprese del circuito chiuso di sicurezza dell’ospedale con la dovuta minuzia di particolari, magari vagliando anche i filmati degli altri piani. Il delitto era avvenuto in ascensore, dove non ci sono telecamere. Inoltre la pistola di ordinanza della ragazza era una calibro 9.21, arma che produce un rumore fortissimo allo sparo. A quanto pare però nessuno sembra aver sentito niente. Allora si sospetta l’utilizzo di una pistola con silenziatore, che con tutta probabilità non era quella di Sissy. Della vicenda ha parlato anche ‘Chi l’ha Visto’, sollevando dubbi sul perché Sissy fosse stata mandata in ospedale dal carcere dove era in servizio e presupponendo che l’assassino la stesse aspettando, per poi fuggire ai piani superiori del nosocomio una volta compiuto il fatto. Per cui ci si chiede se esistano eventuali riprese delle telecamere in merito.

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