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julen bambino pozzo
Salvare Julen, il bambino caduto nel pozzo, si fa sempre più difficile (screenshot video)

Sono trascorsi 8 giorni da quando Julen, il bambino caduto nel pozzo, ha vissuto un dramma senza fine. I soccorsi vanno avanti ma le difficoltà aumentano.

La vicenda del piccolo Julen, il bambino caduto in un pozzo 8 giorni fa nei pressi di Malaga, continua a tenere la spagna con il fiato sospeso. I soccorsi sono scattati dallo scorso 13 gennaio senza mai fermarsi, e si scava in maniera incessante. Purtroppo però adesso tutto sta andando a rilento ed in una conferenza stampa il coordinatore dei soccorsi, Angel Garcia, ha dichiarato che non si potrà arrivare al luogo dove Julen è stato localizzato prima di domani. Questa a causa delle tante difficoltà che sono sorte nel cercare di scavare dei tunnel. Il maltempo, la durezza del terreno e la presenza di rocce sotterranee hanno causato degli stop improvvisi. In questi otto giorni sono stati realizzati tre tunnel, e nell’ultimo si è raggiunta una lunghezza di 45 metri, a fronte dei 60 previsti per arrivare all’area dove si trova il piccolo.

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Julen, calano le speranze di salvare il bambino nel pozzo

Come noto, Julen era caduto in un fosso largo appena 25 centimetri ed utilizzato come pozzo abusivo per la raccolta d’acqua nella zona di Tolalan, in Andalusia. Una zona spesso colpita da siccità. A metà della scorsa settimana una sonda ha individuato un pacco di caramelle e dei capelli del bambino in quel pozzo. Le operazioni di scavo prevedono ora l’installazione di una capsula metallica per la realizzazione di una galleria in orizzontale. Ma come detto, più veloce di così non si può andare. E questo va contro le speranze di ritrovare il piccino in vita, dopo otto giorni e più. Ad accorgersi che Julen era finito in quel buco era stato un passante, il quale per puro caso era riuscito a distinguere un flebile lamento del bimbo. Da allora i soccorritori si sono piazzati lì, lavorando senza sosta. E lo stesso hanno fatto anche i genitori di Julen, che dal 13 gennaio scorso dormono in una tenda. E che nel 2017 dovettero dire addio ad un altro loro figlio di 3 anni, morto improvvisamente in spiaggia per un infarto.

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