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(Websource / archivio)

La scritta monolingue sulla pista da sci potrebbe aver indotto in errore la turista emiliana che ha imboccato con la figlia una pista nera con lo slittino. 

“Vietato slittare”: il cartello parlava chiaro, non ci sono dubbi. Peccato che l’avviso perentorio fosse in lingua tedesca (“Rodeln verboten”), e non (anche) in italiano. E quella scritta indecifrabile sul cartello giallo all’inizio della pista nera nel comprensorio sciistico del Corno del Renon, in Alto Adige, è stata una concausa della morte di Emily Formisano, la bimba di 8 anni venuta a mancare ieri, venerdì 4 gennaio, dopo che a bordo di una slitta con la madre (Renata Dyakowska , 38 anni) è andata sbattere contro un albero.

Una tragedia che si poteva evitare

La donna, ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Bolzano, avrebbe infatti imboccato la pista nera per sbaglio. Non si sarebbe accorta di un altro cartello, questa volta solo con il simbolo dello slittino sbarrato di rosso, collocata qualche decina di metri prima del primo muro della pista nera. Madre e figlia, che avrebbero comunque dovuto scendere non a monte, ma alla stazione intermedia della funivia, dove inizia la pista di slittino, avrebbero subito preso velocità. Dopo la prima curva non sono riuscite più a fermarsi e sono finite contro un albero: un impatto purtroppo letale per la piccola.

A seguito del tragico episodio la Procura di Bolzano ha aperto un’inchiesta, volta anche ad accertare perché il cartello incriminato fosse monolingue. Intanto in Alto Adige, dove quello della toponomastica è un tema sempre caldo, la scritta “Rodeln verboten” ha sollevato nuove polemiche politiche a ridosso dell’insediamento della nuova giunta provinciale che, dopo 25 anni di centrosinistra, vede la Südtiroler Volkspartei alleata con la Lega. Fratelli d’Italia, dal canto suo, ha già presentato un’interrogazione per appurare chi fosse il responsabile della segnaletica. Restano la rabbia e un dolore per una tragedia immane che si sarebbe potuta facilmente evitare.

EDS

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