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Terremoto Etna, l’INGV conferma: “Possibili eruzioni anche a bassa quota”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:38
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L’attività dell’Etna prosegue: possibili eruzioni anche a bassa quota (Websource / archivio)

All’interno dell’Etna c’è un enorme quantitativo di energia che cerca delle valvole di sfogo: “Per questo stanno avvenendo terremoti ed eruzioni”.

L’Etna è più sveglio che mai e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia prosegue nella sua attività di monitoraggio. il vulcano che sovrasta Catania si è reso protagonista negli ultimi giorni di esplosioni ed emissioni di cenere e lapilli tali da limitare il traffico aereo nel vicino aeroporto di Fontanarossa. Inoltre c’è stata una grossa esplosione che ha portato al sorgere di una fenditura tra i 2200 ed i 2900 metri di altezza sul versante sud-est. L’INGV ha anche parlato della recente serie di terremoti avvenuti a Santo Stefano, giudicandoli come direttamente connessi all’attività dell’Etna. In quella circostanza ci sono stati circa 600 sfollati e 28 feriti, oltre a diversi danni a case e strutture. Adesso si parla anche della possibilità che possano avvenire delle eruzioni pure a bassa quota.

Etna, la situazione è sotto costante controllo

“È già successo altre volte, anche se quasi mai c’è stato un serio rischio per la popolazione. Nel 1669 – dicono dall’INGV – la lava raggiunse Catania. Ma teniamo costantemente d’occhio l’Etna e qualsiasi eventualità di pericolo è tenuta sotto stretta osservazione”. L’attività del vulcano è ritenuta normale, e tutti i fenomeni naturali che hanno avuto luogo negli ultimi giorni trovano pure una precisa spiegazione. “C’è tanta energia all’interno dell’Etna che non trova delle valvole di sfogo. Di conseguenza tutto questo cerca di farsi strada tra le rocce, generando scosse sismiche, eruzioni ed esplosioni. C’è anche una colata lavica che è fuoriuscita e si dirige verso la valle del Bove, per fortuna una zona disabitata. Ed anche se quella del 24 si sta progressivamente raffreddando, continua l’emissione dal sottosuolo di anidride solforosa. Un segnale che l’Etna è ben sveglio e potrebbe impiegare giorni prima di ritrovare una certa stabilità. Nel frattempo altri fenomeni come quelli di questi giorni sono possibili.

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