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(Websource / archivio)

L’esame di maturità si appresta a una nuova “rivoluzione”. Ad annunciarla il Ministero dellʼIstruzione, che conferma lʼintroduzione della materia “Cittadinanza e Costituzione”.

Addio terza prova e sì alla possibilità di una verifica scritta mista. Sono queste le due principali novità introdotte dal Miur per l’esame di Maturità 2019. Ma non le uniche. La prova orale infatti d’ora in avanti “accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione”, e la commissione “dovrà comunque tenere conto di quanto indicheranno i docenti nel documento di classe che sarà con il percorso svolto”.

Oltre alla nuova prova d’esame, che era stata introdotta con un decreto nel 2017, ci saranno solo due scritti invece di tre, con l’eliminazione della terza prova elaborata dalle commissioni. Sale dunque il “peso” specifico, ai fini della votazione finale, delle prime due prove, che saranno predisposte a livello nazionale. I quadri pubblicati dal Miur – frutto del lavoro di esperti delle varie discipline – descrivono in particolare caratteristiche e obiettivi sulla base dei quali saranno costruiti sia il primo scritto, quello di italiano, che la seconda prova, diversa per ciascun indirizzo di studi.

Lo stesso ministero a partire dal prossimo dicembre metterà a disposizione tracce-tipo per accompagnare ragazzi e insegnanti verso il nuovo esame, mentre a gennaio saranno rese note le materie per la seconda prova e a febbraio (anziché a maggio, come di consueto) la complessiva ordinanza sugli esami. I cambiamenti anticipati nelle scorse settimane cominciano dunque ad assumere contorni più concreti e precisi.

Le nuove prove scritte dell’esame di Maturità

Il 19 giugno 2019 i maturandi dovranno dimostrare di “padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti” e, per la parte letteraria, di aver raggiunto un’adeguata competenza sull'”evoluzione della civiltà artistica e letteraria italiana dall’Unità ad oggi”. I testi redatti saranno valutati in base alla loro coerenza, alla ricchezza e alla padronanza lessicali, all’ampiezza e precisione delle conoscenze e dei riferimenti culturali e alla capacità di esprimere giudizi critici e valutazioni personali. Nel corso della prova, che avrà una durata di sei ore, i maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove (tipologia A, due tracce, analisi del testo; tipologia B, tre tracce, analisi e produzione di un testo argomentativo; tipologia C, due tracce, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

La seconda prova potrà invece riguardare una o più discipline caratterizzanti gli indirizzi di studio. I quadri appena pubblicati consentono di avere un’idea chiara di come sarà impostato lo scritto, indirizzo per indirizzo e materia per materia. Per il Liceo classico, ad esempio, la prova sarà articolata in due parti: ci sarà una versione, un testo in prosa corredato da informazioni sintetiche sull’opera, preceduta e seguita da parti tradotte per consentire la contestualizzazione della parte estrapolata. A seguire, tre quesiti relativi alla comprensione e interpretazione del testo e alla sua collocazione storico-culturale. Ma il Ministero, secondo quanto prevede la nuova normativa, potrà optare anche per una prova mista, con entrambe le discipline caratterizzanti (dunque latino e greco). Lo stesso discorso vale per il Liceo Scientifico: il candidato dovrà risolvere un problema a scelta tra due proposte e la risposta a quattro quesiti tra otto proposte. Anche in questo caso la prova potrà riguardare entrambe le discipline caratterizzanti, matematica e fisica.

Novità anche per la prova orale

Le indicazioni complete sul colloquio, ultima prova dell’esame di Maturità, saranno fornite nel decreto assieme alle discipline scelte per la seconda prova. La commissione proporrà ai candidati di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare la padronanza dei contenuti delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale, anche in lingua straniera. Nel corso del colloquio, inoltre, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Il colloquio dovrà anche accertare le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione. La commissione dovrà in ogni caso tener conto di quanto indicheranno i docenti nel documento di classe che sarà consegnato ai commissari, con la descrizione del percorso effettivamente svolto.

EDS

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