Chiara Appendino, “padre” e “madre” sono concetti superati

(GettyImages/Archivio)

Chiara Appendino, “padre” e “madre” sono concetti superati. Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, promette di andare avanti nella battaglia contro la proposta del ministro Matteo Salvini, bocciata dal Garante per la privacy, di tornare ad utilizzare i termini di “padre” e “madre” nei documenti dei figli minori.

Il sindaco di Torino contro Matteo Salvini per un modello di famiglia anti tradizionale

Per il sindaco di Torino, Chiara Appendino, i concetti di “padre” e “madre” sono superati. Oramai obsolete e da accantonare sarebbero infatti per la pentastellata queste categorie, mentre il modello da promuovere, per quanto riguarda la famiglia, sarebbe diventato quello omosessuale. Il sindaco ha ribadito tale concetto in occasione del XVI congresso nazionale di Arcigay e ha inaugurato in questo modo la battaglia per la registrazione dei figli delle coppie gay. “No a passi indietro sui diritti”, ha ribadito il sindaco. E ancora “indietro non si torna”. La Appendino ha liquidato la proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini riguardo al rilascio della carta di identità elettronica per i figli minorenni, e ha annunciato che non farà cambiare i moduli con su scritto genitore 1 e 2, schierandosi con il Pd nella battaglia a favore dell’utero in affitto. Contro la proposta dell’esecutivo di ritornare ai termini madre e padre sulla modulistica dei Comuni si è infatti dichiarato anche il Garante della privacy, Antonello Soro affermando: “la modifica in esame è suscettibile di introdurre, ex novo, profili di criticità nei casi in cui la richiesta della carta di identità per un soggetto minore, è presentata da figure esercenti la responsabilità genitoriale che non siano esattamente riconducibili alla specificazione terminologica padre o madre”. Si è pronunciato a sfavore della proposta anche Antonio Decaro, sindaco di Bari e numero uno dell’Anci: “credo che l’uso del termine genitore su alcuni moduli non sminuisca il ruolo di nessuno. Sono i bambini a non dover essere discriminati. La parola genitore serve ad evitare di escludere a priori le nuove famiglie che pure ci sono già nella società italiana”. E la Appendino ha ribadito: “Noi rimaniamo dell’idea che sia giusto il passo in avanti che si è fatto e che la posizione di Salvini sia un passo indietro. Noi continueremo per la nostra strada e non faremo marcia indietro. Anche quelle sono famiglie nate dall’amore, quindi continuerò a registrarle”. Di contro il ministro Fontana ha invece rivendicato la scelta di Salvini: “Bravo Matteo, sulle cose giuste si va avanti. Difenderemo il diritto dei bambini di avere una mamma e un papà, anzi bisogna evitare che venga aggirata la legge sull’utero in affitto”. Anche Salvini sulla questione è rimasto intransigente: “Non esiste privacy che neghi ad un bambino di avere mamma e papà”.
BC

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