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siti unesco italiani
Castel del Monte (Luca Lombardi, CC BY-SA 4.0, Wikipedia)

Siti Unesco italiani sulla Rai: alla scoperta delle nostre bellezze in 54 mini documentari. Il progetto di Rai e Mibac

Una campagna tv per promuovere i siti italiani del patrimonio mondiale dell’Unesco. Si tratta del progetto avviato dalla Rai in collaborazione con il Mibac – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali con 54 mini documentari, uno per ognuno dei nostri 54 patrimoni Unesco, più 5 speciali che saranno trasmessi dai canali Rai. La campagna si intitola “Patrimonio dell’Italia, eredità per il mondo” e vuole “rendere virale la bellezza dei siti UNESCO che formano la nostra identità”, come spiega nel lancio la Rai.

La prima puntata, dedicata alla meravigliosa Villa Adriana, è già andata in onda lunedì il 12 novembre, ma è possibile rivederla su RaiPlay, dove verranno caricati anche i prossimi episodi, trasmessi tutti i giorni. Gli speciali, invece, andranno in onda dal 26 novembre al 24 dicembre, sempre il lunedì.

Da vedere su Rai3 anche: Il Borgo dei Borghi: torna il concorso in prima serata su Rai3

Villa Adriana, Tivoli (iStock)

Siti Unesco italiani sulla Rai: la bellezza in tv

“Patrimonio dell’Italia, eredità per il mondo”, arriva in tv  la campagna promossa da Rai in collaborazione con il Mibac per promuovere i siti italiani patrimonio mondiale Unesco. Si tratta di 54 pillole di documentario e 5 documentari veri e propri che andranno in onda su Rai3 e RaiStoria.

La prima puntata dei mini documentari è partita lunedì 12 novembre 2018 alle 16 su Rai3 e alle 21.10 su Rai Storia. Con replica il sabato alle 11:00 e la domenica alle 10:30, sempre su Rai3. Le altre pillole verranno trasmesse tutti i giorni agli stessi orari, fino alla fine dell’anno.

I 5 documentari speciali di approfondimento, invece, andranno in onda da lunedì 26 novembre a lunedì 24 dicembre, alle 21.10 su Rai Storia.

L’iniziativa è un modo per far conoscere o riscoprire agli italiani le meraviglie del nostro Paese, che ha il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità Unesco al mondo. Subito dietro di noi la Cina con 53 siti. L’ultimo sito italiano a ricevere, quest’anno, il titolo di bene Patrimonio dell’Umanità è Ivrea Città Industriale del XX Secolo“, fondata da Olivetti nel 1908

Tra le bellezze italiane Patrimonio Unesco, oltre a Villa Adriana, ricordiamo Castel del Monte, voluto da Federico II, il borgo di San Gimignano, Venezia e la sua Laguna, i centri storici di Roma e Firenze, la città di Urbino, le Cinque Terre, le Langhe, le Dolomiti, la Città dei Sassi di Matera e tanti altri.

I documentari hanno immagini, musica e testi originali Rai per un progetto ambizioso e complesso, portato avanti di concerto con il Mibac, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Alla presentazione del progetto, nella sede di in Viale Mazzini, sono intervenuti Fabrizio Salini, amministratore delegato Rai, Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali con delega all’attuazione delle Convenzioni Unesco e Silvia Calandrelli, Direttore Rai Cultura.

Vernazza, Cinque Terre (iStock)

Il Mibac, punta “a far conoscere anche agli italiani lo straordinario patrimonio di arte, cultura, saperi e paesaggi d’Italia”, ha spiegato, presentando la campagna, l’ad di Viale Mazzini Fabrizio Salini, che ha detto di essere pronto a “sperimentare anche su altri terreni” un impegno definito con orgoglio “da vero servizio pubblico”. La sollecitazione è arrivata dal Mibac, impegnato in questi mesi, ha spiegato il sottosegretario Lucia Borgonzoni, nella battaglia per non perdere il primato da sempre esibito nella lista Unesco. “La Cina con 53 siti ci tallona, ci spiacerebbe proprio essere superati”, ha aggiunto il sottosegretario che si augura di vedere i filmati Rai “sugli schermi di Ferrovie dello Stato e nelle scuole”. Anche per questo motivo, ha aggiunto, l’impegno del Ministero su questo fronte “è stato rafforzato” con la squadra del Mibac (“che speriamo di poter far crescere presto con le nuove assunzioni”) impegnata “a dare indirizzi chiari” alle comunità che lavorano sui vari progetti e a “lavorare in sinergia”.

Per proteggere con efficacia i nostri siti e “valorizzarli al meglio, bisogna innanzitutto conoscerli”, ha sottolineato il sottosegretario. Da qui l’idea, ha spiegato il direttore di Rai Cultura Silvia Calandrelli, di puntare – accanto agli speciali di 50 minuti già confezionati guardando anche al mercato estero – “su un formato particolare, con mini film di due o tre minuti, perché volevamo rendere la bellezza virale”. In tutto 54 piccoli documentari da mandare in rete ogni giorno su Rai3 alle 16, prima di Geo, e poi il sabato alle 11.00, la domenica alle 10.30, oltre che tutti i giorni in prima serata su Rai Storia alle 21.10. Uno sforzo al quale si aggiungono pillole da 15 secondi per le altre reti generaliste, visto che per il momento il prodotto non andrà in prima serata su una rete generalista.

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Le Tre Cime di Lavaredo (iStock)

I 5 documentari, veri e propri film, in onda dal 26 novembre al 24 dicembre ogni lunedì alle 21.10 su Rai Storia, proporranno un racconto più lungo, organizzato intorno a un singolo tema: “L’ozio del potere”, che conduce il telespettatore in un viaggio tra le ville, le delizie, i sollazzi reali (dalla romana Villa Adriana alle Ville Medicee, da Oplontis alle Residenze sabaude) ai “Paesaggi Culturali”, ovvero quelli rimaneggiati dall’uomo, come succede con i vigneti del Piemonte, le agricolture della Val d’Orcia, il Cilento, le Cinque Terre; dai “Luoghi di scambio interculturale” (come la Villa del Casale di Piazza Armerina, ma anche i percorsi arabo normanni di Palermo o i monumenti paleocristiani di Ravenna); dai “Siti Naturali” (dalle Dolomiti alle Eolie o le Faggete secolari) agli “Elementi del patrimonio immateriale”, come l’Opera dei pupi, la Falconeria, la pizza.

Obiettivo del progetto è far conoscere, stimolare la curiosità, far venire anche agli italiani la voglia di partire alla scoperta. “Il primo sforzo da italiani è essere orgogliosi della nostra storia e del nostro patrimonio”.

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A cura di Valeria Bellagamba