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ponte crollato genova
(PIERO CRUCIATTI/AFP/Getty Images)

Ponte crollato a Genova, le accuse di molti ingegneri: “Disastro annunciato?”, un professore associato sottolinea i difetti strutturali.

Non solo lutto, ma anche polemiche dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova. L’accusa riguarda in particolare alcuni elementi peculiari del ponte, inaugurato 51 anni fa, nel 1967, quindi tutt’altro che una struttura obsoleta come qualcuno ha provato a spiegare. Il ponte deve il suo nome al suo ingegnere, Riccardo Morandi, contestato per una sua altra grande opera. A lui si deve la progettazione del Ponte General Rafael Urdaneta sulla baia di Maracaibo (Venezuela), lungo 8,7 km con 135 campate.

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Ponte crollato Genova: L’opinione dell’ingegnere esperto

Quel ponte, nel 1964, fu oggetto di un brutto incidente: la petroliera Exxon Maracaibo, da 36.000 t, a pieno carico, in uscita dalla laguna di Maracaibo, ebbe un guasto black out elettrico che la rese ingovernabile. Urtò contro il ponte e causò un grave danno, oltre che alcune vittime. Un episodio che viene ricordato oggi dal sito Ingegneri.info, i quali raccolgono anche le critiche di Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in C.A. e C.A.P. dell’Università di Genova.

Questa l’accusa dell’ingegnere: “Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati, è necessario ricordare un’erronea valutazione degli effetti differiti (viscosità) del calcestruzzo che ha prodotto un piano viario non orizzontale. Ancora nei primi anni ’80 chi percorreva il viadotto era costretto a fastidiosi alti-e-bassi dovuti a spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale. Solo ripetute correzioni di livelletta hanno condotto il piano viario nelle attuali accettabili condizioni di semi-orizzontalità”.

Il Ponte Morandi  fu interessato da imponenti lavori di manutenzione straordinaria, tra cui la sostituzione dei cavi di sospensione a cavallo della fine anni ’80 primi anni ’90. Brencich sottolinea ancora: “L’idea originaria pare fosse quella di precomprimere gli stralli, idea è chiaramente discutibile in quanto gli stralli sono elementi strutturali così snelli da consentire una precompressione molto modesta e, quindi, destinata inevitabilmente ad avere scarsa efficacia. I lavori di sostituzione degli stralli, effettuati sia a Genova che in Venezuela, ne danno dimostrazione indiscutibile”.

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