CONDIVIDI
"Crollo del ponte Morandi? Una favoletta, è impossibile", le parole poco prima del dramma
(Websource)

Nel 2013 il comitato ‘No Gronda’ aveva scritto in un comunicato che il rischio del crollo del Ponte Morandi era una “Favoletta” che veniva raccontata per giustificare l’esborso per una grande opera non necessaria.

All’indomani della tragedia di Genova, le parole scritte in un comunicato dal movimento ‘No Gronda‘ e condivise anche sul blog del Movimento 5 Stelle sul Ponte Morandi pesano come un macigno. Da oltre un decennio, infatti, si progettava la costruzione della Gronda di Ponente, una bretella autostradale che sarebbe partita da Genova ed avrebbe reso il Ponte Morandi inutilizzato. Tra le motivazioni addotte per giustificare la necessità del nuovo tratto autostradale c’era proprio il cattivo stato del ponte, il quale necessitava di opere di manutenzione costanti il cui costo avrebbe superato quello della costruzione di un nuovo tratto. I membri del comitato ritenevano però le preoccupazioni sul ponte una “Favoletta”, posizione che dopo ciò che è successo pone seri dubbi sulla validità dei controlli su cui si basava.

Leggi anche -> Ponte crollato a Genova, il figlio di Morandi: “Non è colpa di mio padre, il ponte era perfetto”

Leggi anche -> Disastro di Genova, Ponti Pericolanti e Pericolosi in Italia – VIDEO

Comitato ‘No Gronda’: “Il ponte può rimanere in piedi altri 100 anni”

Nel comunicato si leggeva che l’amministrazione raccontava: “La favoletta dell’imminente crollo del ponte Morandi”, affermazione a cui veniva aggiunto: “L’ex presidente della Provincia dimostra chiaramente di non aver letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte ‘… potrebbe star su altri cento anni’ a fronte di ‘… una manutenzione ordinaria con costi standard'”. Sulla questione il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha già espresso la propria posizione, sostenendo che se ci sono stati errori o mancanze nelle operazioni di manutenzione, i colpevoli dovranno pagare.

Lo stesso Toninelli ha rigettato le accuse di chi sostiene che il Movimento 5 Stelle sia contrario alle grandi opere e che si era espresso in maniera negativa sulla Gronda di Ponente dicendo: “Faremo nuove opere che siano alternative a quelle presenti che sono troppo vecchie. Chi pensa che il M5S sia contro le grandi opere si sbaglia di grosso, noi siamo contro quelle che sono uno spreco di soldi pubblici. Bisogna impiegare le risorse prima di tutto per la manutenzione”.

Leggi anche -> Disastro di Genova, ecco com’era il ponte pochi giorni prima del crollo – FOTO