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Daisy Osakue
Daisy Osakue (Facebook)

Aggredita l’atleta azzurra Daisy Osakue, anche i pm sono certi: “Non è razzismo”, molti i dubbi su come sono andate le cose, tutte le novità.

Lesioni senza l’aggravante razziale: questo il reato ipotizzato dalla Procura di Torino nell’inchiesta sull’aggressione di Moncalieri ai danni di Daisy Osakue. La ragazza, nata e cresciuta a Torino è divenuta italiana solo da qualche anno (al compimento della maggiore età nel 2014) ed è uno dei talenti di spicco della nazionale italiana d’atletica. L’altra notte è stata colpita in faccia da un uovo lanciato da alcuni sconosciuti.

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La testimonianza di Daisy Osakue: atto razzista

La ragazza si era detta sicura di essere stata presa di mira per il colore della pelle. “Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore”, ha detto Daisy Osakue. Aveva parlato quindi di “atto di codardia” e sostenuto: “Per fortuna è soltanto una abrasione. Qualche giorno di riposo, qualche goccia e dovrei star bene. Il gesto non è stato accompagnato da insulti a sfondo razzista”.

La temuta rinuncia agli imminenti europei di Berlino comunque non ci sarà: “Due giorni senza allenamento, poi mercoledì mattina un altro controllo a Torino all’Ospedale oftalmico e potrò ricominciare ad allenarmi giovedì”, aveva spiegato a ‘La Stampa’. Poi a SkyTg24 era tornata a ribadire: “Non credo sapessero che fossi Daisy, che tifo Juve, che mi piace il blu e sono in nazionale, semplicemente hanno visto una ragazza di colore in quel punto lì e hanno voluto fare questo ‘gesto di coraggio'”.

Aggressione a Daisy Osakue: dubbi sulla matrice razzista

Già da ieri però erano emersi dubbi sulla matrice razzista del gesto: il gruppo di balordi che hanno preso di mira Daisy Osakue avevano già colpito in altre occasioni. Tra le persone aggredite, c’è Brunella Gambino, 48 anni, che ha denunciato al ‘Corriere della Sera’ un episodio analogo. “Si tratta di un fatto di violenza inqualificabile che richiede prese di posizione chiare: in questa città non c’è spazio per questi comportamenti”, ha spiegato ieri il sindaco di Moncalieri Paolo Montagna.

Anche dal governo e in particolare dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arriva la condanna dell’episodio: “Non dobbiamo abbassare livello di attenzione verso eventuali episodi di aggressione che dovessero essere connotati da matrice razzista. Il governo questi li condannerà sempre”. Ma anche per il premier non c’è razzismo: “Ho avuto una comunicazione telefonica con Daisy: le ho espresso la solidarietà mia e del governo. Un gesto inqualificabile, le ho augurato di poter riprendere subito la sua disciplina, spero tante medaglie alle Olimpiadi. Lei stessa mi ha detto che non ci sarebbe matrice razzista”.