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Niccolò Fabi racconta come sia riuscito a trasformare il dolore provato alla morte della sua bambina solo impegnandosi nel sociale con la Fondazione Parole di Lulù.

“Perché il segreto di tutto è trasformare” racconta l’ex compagna di Niccolò Fabi, Shirin Amini, che assieme a lui ha creato 8 anni fa la Fondazione Parole di Lulù, in onore della figlia scomparsa. La quantità di progetti in atto e già realizzati dall’associazione benefica è impressionante, a dimostrazione che quella splendida sensibilità mostrata nelle sue canzoni sia davvero autentica. I progetti sono tutti legati al mondo dell’infanzia e migliaia di persone, solo in Italia, ne stanno aiutando la realizzazione. Circa 250mila euro di proventi sono stati raccolti per donare un’ambulanza dotata di Ecmo all’ospedale pediatrico Bambin Gesù, per creare il nido “Il giardino di Lulù” e per ristrutturare il reparto pediatrico all’ospedale di Chiulo in Angola ma questi sono solamente alcuni esempi della trasformazione del dolore provato da Niccolò Fabi scatenato dalla tragica perdita di Lulù.

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Niccolò Fabi racconta come ha trasformato il dolore in amore per i bambini bisognosi attraverso la sua Fondazione

Niccolò Fabi ha trovato anche grandi impedimenti sulla sua strada di volontario perchè fare del bene attraverso un’associazione richiede anche di superare molte difficoltà burocratiche, soprattutto in Italia, come ad esempio per il progetto, rimandato, di attrezzare un parco giochi a Taranto: “La verità è che siamo un Paese di esseri umani con grandi entusiasmi, generosità, slanci. Un Paese sentimentale, che dà grandi prove di collettività nelle emergenze. Ma di fatto siamo solisti, non orchestre, imbrigliati fra i tanti cavilli burocratici”, racconta Niccolò sul progetto che per ora è rimasto chiuso nel cassetto. Il cantante aggiunge inoltre che “Se c’è una persona di riferimento che si spende per te, allora tutto va a buon fine. Altrimenti il rischio di rimanere impantanati è altissimo”.

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Niccolò Fabi ha trasformato l’immenso dolore in bontà ed amore per il prossimo e, soprattutto, per i bambini in difficoltà dell’Italia e del mondo. “Il motivo per cui continua Parole di Lulù non è continuare ad avere un rapporto con qualcuno che non c’è più. Eventualmente è rimanere attaccati a quello che noi abbiamo imparato grazie all’esistenza di qualcuno, ci permette di concretizzare qualcosa”, ha raccontato il cantante come ad esprimere il profondo debito di gratitudine che si prova nei confronti di un figlio, anche se questo è scomparso molto prima che fosse il suo momento. “Tutte le cose più importanti che ho imparato le ho imparate separandomi. Quindi non riesco a vedere una fine di qualcosa come qualcosa di negativo, che toglie dignità: non considero neanche il fatto che io e Shirin ci siamo lasciati come un fallimento, anzi a maggior ragione Parole di Lulù ha un ulteriore significato, in virtù di questo. Parole di Lulù è un sentimento, e quel sentimento per fortuna non è che si esaurisce”, racconta l’autore con la sua profondità estrema che lascia alle sue parole sgomenti e catturati al tempo stesso. Le Parole di Lulù quest’anno si esprimeranno il 1° settembre a Catania cercando di raccogliere i fondi per il progetto futuro. La destinazione dei fondi raccolti quest’anno sarà devoluta per l’associazione Talità Kum: “I vetri della loro sede sono costellati dai colpi di proiettile che il latitante che abitava nel palazzone di cemento di fronte si divertiva a sparare per gioco”, racconta l’ex compagna di Niccolò Fabi. Parole di Lulù aiuterà l’associazione a rinnovare i suoi spazi ed a creare dei corsi che aiutino le gestanti nel pre e post parto.

Marta Colanera