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Inps, reddito di inclusione per un milione e mezzo di persone: come funziona
(Web)

Il reddito d’inclusione previsto dalla legge di bilancio del 2018 raggiungerà un milione e mezzo di persone, coprendo solo un terzo dei pensionati che vivono sotto la soglia della povertà. Ecco come funziona.

L’ultimo rapporto Inps sulla situazione previdenziale italiana mostra come il numero di pensionati che percepisce una pensione inferiore ai mille euro è sceso rispetto al 2016 (il 35,9% contro il 37,5%), ma evidenzia come anche con l’inserimento del reddito d’inclusione nella legge di bilancio del 2018 solamente 1,5 milioni di pensionati su 5 milioni di poveri verrà assistito: l’1,8 mld stanziati, infatti, non basta ad assistere tutti e per farlo sono necessari altri 6,2 mld di euro. Nel rapporto si legge anche che il 58% dei pensionati percepisce un assegno da 1500 euro al mese lordi (9 milioni di persone), mentre sono ancora 3,9 i milioni di pensionati che ricevono un assegno tra i 500 ed i 1000 euro.

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Reddito d’Inclusione: chi ne ha diritto

A partire dal 2 luglio scorso il reddito d’inclusione è diventato universale: non sarà dunque limitato dai requisiti familiari ma potrà essere richiesto solo ed esclusivamente in base a requisiti economici. Per chi non lo sapesse il Rei (Reddito d’inclusione) è una misura nazionale voluta dal governo Gentiloni per contrastare la povertà. La misura si compone di due parti, una erogazione monetaria integrativa ricevuta ed utilizzabile attraverso un’apposita carta elettronica ed un progetto di attivazione sociale e lavorativa personalizzato per chi è ancora in età lavorativa.

Per accedere al Rei è necessario che il nucleo familiare abbia un reddito ISEE pari e non superiore ai 6000 euro annui per tutta la durata del beneficio. A questo si aggiunge un reddito ISRE (patrimonio reddituale) non superiore ai 3000 euro. Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare (differente dalla prima casa) il valore complessivo non può superare i 20.000 euro e quello mobiliare i 6.000 a cui possono essere aggiunti 1.000 euro per ogni figlio avuto dopo il primogenito fino ad un massimo di 10.000 euro.

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