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Rita Pavone
Rita Pavone (Getty Images)

Rita Pavone e lo scontro con i Pearl Jam dopo il loro messaggio anti-razzista: “Ma farvi gli affari vostri no?”

Clamoroso scontro fra Rita Pavone e i Pearl Jam. Sembra quasi una boutade, invece è andata proprio così: Rita Pavone si è scagliata contro i Pearl Jam, rei di essersi “intromessi” nelle questioni italiane, che non li riguarda in quanto, appunto, non italiani. Questa la posizione della cantante italiana, che su Twitter ci è andata giù pesante contro il popolarissimo gruppo grunge americano, ospite a Roma per un concerto e autori di un toccante messaggio pro-immigrazione. “Della serie: ma farsi gli affari loro, mai?!”, ha cinguettato Rita Pavone, tornata alla ribalta dopo la partecipazione a ‘Balalaika’, parlando della performance di Eddie Vedder e colleghi sul palco romano. Una cover di ‘Imagine’ corredata con un messaggio al governo italiano, tramite gli hashtag #Apriteiporti e #Saveisnotacrime, ovvero “Salvare non è un crimine”.

Un messaggio umanitario importante, bollato come inopportuno solo perché i Pearl Jam non sono italiani. E naturalmente è partita la shitstorm su Rita Pavone, che infatti poi è stata costretta a spiegare meglio il senso delle sue parole. “Magari la prossima volta, per evitare che accada, potremmo far approvare da Salvini le scalette di tutti i concerti che si tengono sul suolo italiano”, le scrive un utente in punta di fioretto. E lei risponde: “Un suggerimento molto più facile: non parlare dei problemi degli altri quando a casa tua ne hai a miriadi”. Riferendosi agli Stati Uniti, da dove i Pearl Jam provengono.

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Rita Pavone contro i Pearl Jam, la spiegazione della cantante italiana

Rita Pavone
Rita Pavone (Getty Images)

Ma la cosa è andata un po’ oltre e Rita Pavone è uscita un po’ a pezzi dal confronto con i followers di Twitter, tanto che poi ha dovuto spiegarsi con altri tweet più argomentati: “Ai Cip e Ciop che prendono lucciole per lanterne e sparano bordate idioteanche se magari non sono mai andati neppure oltre i 200 km da casa propria, rispondo che ritengo poco etico e altamente opportunistico approfittare di un proprio concerto per dare consigli. Se ci tieni a dire la tua, fai un concerto ad hoc per quella causa. Come fecero con Live Aid Michael Jackson è tantissimi altri. E il mio: “Ma farsi gli affari loro, no?” era inteso come: Con tutte le rogne che hanno a casa loro negli USA, vengono a fare le pulci a noi? Puoi essere il più grande artista del mondo, ma ciò non toglie che sei un ospite e come tale dovresti comportarti. Amen”. Un “amen” di chiusura che di sicuro non chiude la diatriba. Vedremo gli sviluppi che avrà.