Flavio Insinna a L’Eredità al posto di Frizzi, scoppia la polemica

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Flavio Insinna sostituirà Fabrizio Frizzi al timone de L’Eredità. Una scelta che non piace al popolo del web

Il ricordo di Fabrizio Frizzi è ancora vivo in tanti telespettatori e nei suoi colleghi. Per concludere la stagione de L’Eredità, programma di punta del conduttore scomparso a fine marzo, il timone è stato affidato a Carlo Conti, grande amico dello stesso Frizzi. Un compito arduo ma necessario perché anche in tv lo spettacolo deve continuare. Ora che anche la sedicesima edizione della trasmissione si è conclusa, la Rai ha deciso di cambiare e di affidarsi ad un nuovo conduttore. Sarà Flavio Insinna ad essere il padrone di casa della diciassettesima edizione de L’Eredità a partire dal prossimo settembre.  Una scelta che non è stata accolta dal popolo del web. È ancora attuale la polemica innescata da Striscia La Notizia. È passato un anno da quando Antonio Ricci ha mostrato ai telespettatori un fuorionda del conduttore che inveiva contro una concorrente, un video che fece il giro del web e che portò pure la Brio Blu ad interrompere la collaborazione con Insinna.

La scelta della Rai e la replica di Striscia La Notizia

Ora arriva anche la conferma dei rumor che vogliono Flavio Insinna come sostituto di Fabrizio Frizzi. Il direttore di rete Angelo Teodoli in una intervista a Il Giornale ha celebrato il ritorno del conduttore: “Flavio è un ottimo professionista, un grande intrattenitore, ha dato molto alla Rai. In tutti i programmi a volte accadono momenti difficili dietro le quinte. Penso che Striscia abbia francamente esagerato”. Striscia La Notizia ha deciso di replicare con una lettera: “Striscia non ha proprio esagerato: se avesse voluto farlo avrebbe dato seguito ad altre e più gravi segnalazioni. Non l’ha fatto, per pudore. Pudore che evidentemente difetta a Teodoli. Perché è chiaro che Insinna ha diritto di lavorare, ma è meno comprensibile che i suoi santi in paradiso, a cominciare da Teodoli, si ostinino a farlo passare per vittima. Quando, semmai, le vittime sono le maestranze che hanno lavorato con lui. E che la Rai non ha mai difeso”.