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Matteo Salvini
Matteo Salvini (Getty Images)

Matteo Salvini torna a parlare e difende Mattarella: “Non sono d’accordo con lui, ma niente insulti” 

Torna a parlare Matteo Salvini, nel corso della diretta Facebook nella quale attaccava Cottarelli raccontava di ciò che è accaduto con Giuseppe Conte. Il leader della Lega ha analizzato la questione ed è tornato sulle enormi polemiche derivate dal mancato accordo del Presidente della Repubblica Mattarella con l’aspirante Premier Giuseppe Conte e dal “No” a Paolo Savona come ministro dell’Economia: “Io sono arrabbiato con Mattarella, ma non parlo di impeachment e non andremo in piazza. Eppure secondo me ha fatto un errore sostanziale, perché aveva una lista di ministri eletti dal popolo e una maggioranza pronta, che oggi poteva affrontare la situazione finanziaria”. E dalla Lega arriva un sostegno forte alla posizione di Salvini: “L’’impeachment ha innanzitutto un problema tecnico. Il tema è che l’Italia da Repubblica parlamentare sta diventando semi presidenziale. Eppure, l’unica istituzione eletta nel nostro paese è il Parlamento. Molto meglio andare a votare subito, facciamo prima…”, così si è espresso il governatore del Veneto Luca Zaia.

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Che cos’è l’impeachment di cui parla Salvini

Quindi, oltre a schierarsi apertamente contro il Movimento 5 Stelle, anche Matteo Salvini ha parlato dell’impeachment, una delle parole più utilizzate in questi ultimi giorni in politica. Ma che cos’è l’impeachment? E’ un termine inglese, che significa “accusa”: si tratta appunto della messa in stato di accusa di una carica pubblica, in questo caso il Presidente della Repubblica, e comporta il rinvio a giudizio qualora si ritenga che questa carica pubblica abbia commesso determinati illeciti nell’esercizio delle proprie funzioni, come i 5 Stelle ritengono abbia fatto Mattarella. Le sanzioni contemplate sono la rimozione o destituzione dalla carica e l’interdizione dai pubblici uffici. In Italia il termine impeachment si è utilizzato ad esempio in occasione del tentativo da parte di alcune forze parlamentari di attivare la procedura contro i Presidenti della Repubblica Giovanni Leone (nel 1978), Francesco Cossiga (nel 1991) e Giorgio Napolitano nel 2014. Negli Stati Uniti, dove la pratica dell’impeachment è prevista dall’ordinamento giuridico, l’ultimo a subirlo fu Bill Clinton per il caso Monica Lewinski.