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Luigi Di Maio
(screenshot video)

Luigi Di Maio a Pomeriggio Cinque chiarisce gli aspetti della vicenda che ha riguardato l’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, parlando di molti veti.

Ospite di Pomeriggio Cinque, Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, ha detto la sua rispetto a quello che è successo nelle ultime 24 ore: l’economista Carlo Cottarelli si è recato al Quirinale dove ha ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’incarico di Presidente del Consiglio, accettandolo con riserva. Lo scenario è cambiato ieri dopo la rinuncia all’incarico da parte del professor Giuseppe Conte e la presa di posizione del presidente Mattarella.

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Le parole di Luigi Di Maio a Barbara D’Urso

Secondo Luigi Di Maio, il veto non riguardava soltanto l’economista Paolo Savona: “Il punto non era Savona, ma non andava bene nessuno ‘come’ Savona. Non vogliamo uscire dall’Euro, ma andare a ridiscutere i trattati su agricoltura, finanza, immigrazione, insomma dove si poteva trattare perché l’Italia potesse riprendere quota. Noi siamo per un Governo votato dagli italiani e non votato da Bruxelles e dalle agenzie di rating”. E ricorda: “Con Matteo Salvini abbiamo conosciuto Savona a Milano, e lui ha accettato di fare il ministro a patto che non gli chiedessimo di uscire dall’Euro”.

Dice il capo politico del Movimento 5 Stelle: “È passata l’idea che abbiamo fatto saltare tutto per il professor Savona, non è vero. È che non andava bene nessuno che fosse come Savona, noi volevamo una persona andasse ai tavoli europei per dire ridateci i soldi sull’agricoltura e i commercianti, diamo 20 miliardi ogni anno all’Europa. Io ho fatto arrivare anche nomi alternativi: Bagnai, Siri, nomi della Lega, ma non andavano bene perchè avevano espresso posizioni critiche sull’Europa e perchè le agenzie di rating o la Germania non li gradiscono Allora i ministri li scelgono gli italiani o altri?”. Il Quirinale ha smentito intanto che siano stati fatti i nomi di Bagnai e Siri.

I rapporti tra Di Maio e Salvini

“Il problema di cosa può decidere un Presidente della Repubblica ce lo dobbiamo porre adesso in Parlamento. Gli italiani devono andare al voto convinti che il loro voto conta altrimenti è finita la democrazia. Spero che sull’impeachment ci segua anche Matteo Salvini”, fa notare ancora Luigi Di Maio, invece “c’era una precisa volontà di azzoppare il governo, perché volevamo tagliare tutto ciò che è superfluo”. Poi difende Matteo Salvini, spiegando che non è stato lui a voler far saltare tutto, e rileva: “Noi abbiamo profonde differenze, anche come siamo nati come forze politiche. Ci siamo detti questo: ‘Bisogna andare al voto il prima possibile, ma intanto facciamo partire le commissioni, cominciando a realizzare i punti di quel governo’. Cascasse il mondo, questo dobbiamo farlo”.