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(LUK BENIES/AFP/Getty Images)

Giro d’Italia, atti di sabotaggio nella notte, si pensa legati a proteste per le tappe corse in Israele all’inizio della corsa: tappa a rischio?

Dopo l’epica tappa con arrivo a Bardonecchia, che ha consegnato la maglia rosa a Chris Froome, autore di un’impresa davvero memorabile, il Giro d’Italia vede oggi in programma l’ultima tappa alpina, la penultima in assoluto prima della passerella finale a Roma. Si parte da Susa per arrivare a Cervinia, ma la tappa si presenta calda non solo perché verranno emessi gli ultimi verdetti, ma anche per il clima di contestazione che si respira.

Atti di sabotaggio al Giro d’Italia: dove sono avvenuti?

Nella notte, infatti, atti di sabotaggio sono stati compiuti contro il Giro d’Italia, nel Torinese. In particolare, vetri e olio sono stati sparsi lungo il percorso della 20esima tappa. Gli atti di sabotaggio sono stati compiuti in più punti: ad esempio, a La Cassa, sulla strada provinciale di Caselette, all’altezza della località Truc di Mola, è stato versato dell’olio da motore sull’asfalto, su un tratto di circa 200 metri. Sono dovuti intervenire i carabinieri della compagnia di Rivoli, per bloccare la circolazione e consentire la pulizia della strada.

Sabotaggi anche a Villardora, dove sono stati sparsi vetri in una rotonda, che poi sono stati rapidamente ripuliti. Su quanto accaduto stanno indagando i militari dell’Arma dei Carabinieri delle locali compagnie e la Questura di Torino. Si indaga per risalire ai responsabili di questi gesti, che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità dei ciclisti in gara al Giro. Non ci sono rivendicazioni, ma stando a quanto spiegano gli inquirenti è evidente la connessione col passaggio della ‘corsa rosa’.

Proteste No Tav e contro Israele al Giro d’Italia

Sin dalla fase organizzativa, peraltro, è stata contestata la scelta di far partire il Giro da Israele, viste le politiche adottate da Tel Aviv contro il popolo palestinese. Intanto oggi è previsto anche un presidio di protesta del movimento ‘No Tav’, che ha preannunciato anche l’esposizione di bandiere lungo il percorso della tappa. Il movimento da sempre contro la nuova ferrovia Torino-Lione intende in questo modo esprimere in maniera visibile il proprio dissenso.

A cura di Gabriele Mastroleo