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terremoto nelle marche
Terremoto nelle Marche, provincia di Macerata (mappa INGV)

Terremoto nelle Marche: nuove scosse nella notte nel maceratese, tra Pieve Torina e Muccia.

Torna a tremare la terra in provincia di Macerata, nelle Marche centrali, dopo la nuova forte scossa di ieri mattina a Muccia, poco prima dell’alba. La scossa di ieri ha causato il crollo del campanile della chiesa del ‘600 di Santa Maria di Varano a Muccia e il crollo di altri parti di edifici con nuove case, purtroppo, che sono state dichiarate inagibili.

Nella giornata di ieri nuove scosse si sono susseguite in zona, tra i comuni di Muccia e Pieve Torina, con uno sciame sismico di oltre 50 repliche, di cui due scosse di magnitudo 3.5 alle 5:46 e alle 6:03, poco dopo la scossa più forte di magnitudo 4.6 sulla scala Richter avvenuta alle 5.11.

La terra ha continuato a tremare tutto il giorno con scosse intorno o di poco superiori alla magnitudo 2, le più forti di magnitudo 2.6 a Pieve Torina, alle 8.17 del mattino, poi una di magnitudo 2.9 alle 15.46 a Muccia.

Le scosse si sono susseguite fino al nuovo terremoto nella notte.

Terremoto nelle Marche: nuove scosse nella notte

Alle 2.00 di oggi, mercoledì 11 aprile, una scossa di magnitudo 3.4 è stata registrata a 2 km da Pieve Torina e a 3 km da Muccia, con ipocentro a 5 km di profondità. Stando alle rilevazioni dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Terremoto a Pieve Torina, provincia di Macerata (mappa INGV)

Gli altri comuni in prossimità dell’epicentro del nuovo terremoto, tutti in provincia di Macerata, sono: Pievebovigliana (4 km), Fiordimonte (5 km), Serravalle di Chienti (7 km), Monte Cavallo (8 km), Camerino (9 km), Fiastra (10 km).

La scossa di magnitudo 3.4 è stata preceduta da due scosse: una di magnitudo 2.7 alle 1.49 a Muccia e da una di magnitudo 2.9 alle 1.52 a Pieve Torina.

Lo sciame sismico di scosse più lievi è continuato e continua anche questa mattina. Per fortuna non si sono registrati ulteriori danni a seguito di queste ultime scosse di terremoto.

Del resto, Concetta Nostro, sismologa del dell’INGV – Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia e del Centro Nazionale Terremoti, aveva detto nell’intervista a Viagginews che con i terremoti non era ancora finita, anche se, ovviamente, non è possibile fare previsioni. “È ancora in atto la sequenza iniziata due anni fa – ha spiegato la sismologa -. L’energia sviluppatasi in quella zona è ancora molto potente e questo che vediamo accadere in Italia centrale è un normale andamento. La situazione non si è ancora ristabilita com’era prima del 24 agosto 2016. Ci vorrà ancora del tempo prima che la sequenza si esaurisca”.

Se le nuove scosse, per fortuna, non hanno creato vittime, la popolazione tuttavia è fortemente provata ed esausta dopo quasi due anni di terremoto ininterrotto. Molti, poi, sono ancora i problemi da risolvere, sia in termini di sistemazione degli sfollati, in molti ancora non hanno ricevuto una casetta, sia in termini di ripristino e sistemazione delle città e dei paesi terremotati. Ora le ultime forti scosse obbligheranno a fare nuove, ennesime, verifiche, sugli edifici, alcuni dei quali purtroppo sono stati evacuati perché non più agibili, con ulteriori disagi per la popolazione.

Nel frattempo anche un’altra zona del Centro Italia, seppure in tutt’altra zona, è stata interessata dal terremoto. Alle 6.41 di questa mattina una scossa di magnitudo 3.3 si è verificata a Monterotondo Marittimo in provincia di Grosseto, a 8 km di profondità. Il sisma si è verificato a 43 km da Siena e a 5o km da Grosseto.