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paesi pericolosi
Spiaggia di San Juan del Guia, Parco Nazionale di Tayrona (iStock)

Pubblichiamo un aggiornamento sui Paesi pericolosi nel mondo, dove è meglio non viaggiare in questo momento. Si tratta di Paesi attraversati da tensioni sociali o politiche. Non tutti sono normalmente pericolosi, ma si trovano ad affrontare un momento di instabilità o proteste sociali che possono creare problemi di ordine pubblico e rendere la visita rischiosa. Pertanto, è meglio evitarli e rimandare il viaggio, oppure se proprio non è possibile è consigliabile fare molta attenzione e seguire le indicazioni delle autorità.

Gli aggiornamenti sui Paesi pericolosi nel mondo vengono dal portale web dell’Unità di Crisi della Farnesina (Ministero degli Esteri) Viaggiare Sicuri.

Paesi pericolosi nel mondo da evitare

Ecco i Paesi dove non viaggiare in questo momento o dove usare la massima prudenza per via delle tensioni sociali e politiche che li attraversano.

Prima di riportarvi gli ultimi aggiornamenti da Viaggiare Sicuri, ricordiamo vi ricordiamo i Paesi dove è assolutamente sconsigliato viaggiare, anche perché spesso inaccessibili o interdetti: Siria, Iraq, Libia, Mali, Afghanistan, la zona a Sud-Est della Turchia al confine con la Siria, infine la Striscia di Gaza. Si tratta di zone colpite dalla guerra civile e spesso ad altissimo rischio di terrorismo. Inoltre, la maggior parte di questi Paesi ha le frontiere chiuse e spesso non è presente una sede diplomatica italiana. Per quanto riguarda la Striscia di Gaza, questo territorio è sottoposto ad un regime particolare, e per visitarlo occorre un’autorizzazione speciale. Per maggiori informazioni visitate le pagine del sito web di Viaggiare Sicuri dedicate a Israele e ai Territori Palestinesi.

Colombia

Cartagena, Colombia (iStock)

La situazione relativa alla sicurezza in Colombia è molto migliorata a seguito degli accordi di pace del 2016 tra le autorità colombiane e il gruppo di guerriglieri delle FARC, che hanno messo fine ad anni di guerra civile, attentati e sequestri, anche di stranieri. Nel frattempo il governo ha anche raggiunto una tregua con un altro gruppo guerrigliero, l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN).

Tuttavia i nuovi problemi segnalati dalla Farnesina riguardano proprio questo gruppo. L’avviso:

Il gruppo armato ELN ha annunciato una serie di azioni dal 10 al 13 febbraio 2018 che potrebbero comportare l’interruzione di esercizi commerciali e nella rete dei trasporti. Non è esclusa la possibilità di atti violenti.

Si raccomanda:
particolare prudenza nel pianificare gli spostamenti in tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone dove maggiore è la presenza dell’ELN (vedi “Aree di particolare cautela” nella sezione “Sicurezza”);
– di mantenersi informati sui media;
– di attenersi alle eventuali indicazioni delle autorità locali.

Venezuela

Caracas, Venezuela (Nancy Pestana González, CC BY-SA 3.0, Wikicommons)

Per quanto riguarda il vicino Venezuela, anche se non ci sono aggiornamenti, la situazione è estremamente precaria e pericolosa a causa della gravissima crisi economica e politica che sta attraversando il Paese da molti mesi, con numerose manifestazioni anche violente, saccheggi ed episodi di criminalità diffusa. Si registrano numerosi casi di rapine a mano armata a danno di visitatori stranieri, talvolta con esiti tragici, oppure sequestri a scopo di estorsione, che hanno coinvolto anche cittadini italiani residenti. Inoltre, si segnalano frequenti tentativi di estorsione ai danni di turisti stranieri, anche da parte di persone che vestono le uniformi delle forze di sicurezza o di altri organismi pubblici.
Per questi motivi è assolutamente sconsigliato andare in Venezuela e posticipare i viaggi non necessari, raccomanda la Farnesina.

Bangladesh

Sajek Valley, Rangamati , Bangladesh (iStock)

Il Bangladesh non è esattamente una meta turistica popolare e recentemente, purtroppo, il Paese è stato al centro delle cronache per l’attentato terroristico di Dhaka del 1° luglio 2016 in cui sono stati uccisi nove italiani insieme ad altri stranieri. La situazione di sicurezza comunque non è molto diversa da quella di altri Paesi a rischio terrorismo e a quella di Paesi poveri a rischio di rapine e aggressioni a stranieri.

L’ultimo aggiornamento della Farnesina:

A seguito della condanna della sua leader, il Partito Nazionalista del Bangladesh ha annunciato manifestazioni a livello nazionale a partire da venerdì 9 febbraio.
Si raccomanda di evitare assembramenti e di attenersi alle indicazioni delle autorità locali.

Egitto

Deserto Egitto, altopiano di Giza (iStock)

In Egitto la situazione di sicurezza è peggiorata negli ultimi anni a causa del rischio elevato di terrorismo che condivide con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, delle forti tensioni sociali e politiche e della difficile situazione economica. Una situazione che ha portato ad una instabilità generale, con frequenti problemi di ordine pubblico e azioni di matrice terroristica anche contro gli stranieri presenti nel Paese. Occorre pertanto molta cautela da parte di chi viaggia in Egitto per motivi di lavoro o turismo. Le zone più a rischio sono Il Cairo e le città, insieme alla zona del Sinai. I luoghi ritenuti più sicuri per gli stranieri sono i resort sul Mar Rosso, tuttavia atti terroristici contro turisti stranieri si sono verificati anche qui. L’ultimo è stato l’attacco a un resort di Hurghada il 14 luglio 2017, in cui sono state uccise due turiste. Anche nei resort occorre dunque fare molta attenzione.

L’ultimo avviso della Farnesina per l’Egitto:

Il Portavoce delle Forze armate egiziane ha pubblicamente annunciato, il 9 febbraio 2018, l’inizio di una operazione anti-terrorismo su larga scala, senza specificarne la durata. Le forze di sicurezza concentreranno l’azione nel Sinai centro-settentrionale. Altre operazioni sono possibili nel Delta del Nilo e nel Deserto Occidentale. Si raccomanda di prestare le cautele già indicate.

Bahrein

Bahrein, Manama (iStock)

A seguito dello scoppio delle manifestazioni nel febbraio del 2011 sull’onda della Primavera araba, la situazione di sicurezza è peggiorata anche in Bahrein. L’avviso della Farnesina riguarda proprio l’anniversario di queste proteste.

In coincidenza con il settimo anniversario dell’avvio dei moti del 2011, si prevedono manifestazioni e scioperi dal 13 al 16 febbraio in alcuni villaggi del Paese (tra i quali Karranah, Saar, Karkabad, Bani Jamra, Sitra). Si raccomanda massima cautela negli spostamenti, di evitare assembramenti e di attenersi alle indicazioni delle autorità locali

Israele e Territori Palestinesi

Gerusalemme (Thnickstock)

A seguito delle recenti tensioni e del risveglio del conflitto israelo-palestinese, a causa della decisione del presidente Usa Donald Trump di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, la situazione della sicurezza si è aggravata in Cisgiordana, a Gerusalemme, in parte anche a Tel Aviv.

In Israele la situazione è fluida e in continua evoluzione, fa sapere la Farnesina. In generale, per i turisti non dovrebbero esserci rischi particolari, se non vengono coinvolti negli scontri tra dimostranti e forze di sicurezza. Mentre la situazione è molto più pericolosa nei Territori Palestinesi, con atti violenti, scontri e incidenti tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane o tra palestinesi e coloni israeliani.

In attesa di ulteriori indicazioni, al momento la Farnesina raccomanda ai connazionali a Gerusalemme e in Cisgiordania di:
–  elevare la soglia di attenzione, tenere un comportamento prudente ed evitare ogni assembramento;
–  limitare allo stretto necessario le visite nella Città Vecchia di Gerusalemme, nei suoi dintorni e in Cisgiordania.

Maldive

Resort Maldive (Business Slayer via Wikimedia Commons. CC BY-SA 3.0)

Riguardo alle Maldive, nei giorni scorsi è stato dichiarato nel Paese lo stato di emergenza per il rischio di un colpo di Stato (già avvenuto qualche anno fa). Il 5 febbraio il presidente Abdulla Yameen ha fatto arrestare Maumoon Abdul Gayoom, ex presidente e attuale leader dell’opposizione, e ha introdotto il coprifuoco (divieto di circolazione nelle ore notturne) nella capitale Malè. Le tensioni politiche e le manifestazioni di protesta si concentrano a Malè, che non è meta del turismo. Mentre l’aeroporto internazionale delle Maldive, dove arrivano i turisti, si trova nell’isola di Hulhule e i trasferimenti verso le isole turistiche, dove si trovano i resort, non passano per Malè. Questa circostanza evita i rischi per i viaggiatori. Per questo motivo la Farnesina non ha emesso particolari avvisi per le Maldive, eccetto quello di evitare viaggi verso Malè.