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guida di israele
Tel Aviv, Israele (iStock)

Israele è un Paese ricco di fascino e mistero e da qualche anno a questa parte è diventato una delle mete turistiche in ascesa nel mondo, nonostante i vecchi problemi e le tensioni del conflitto con i Palestinesi. Luogo antichissimo e moderno al tempo stesso, Israele è un Paese giovane, nato nel 1948 sul territorio dal quale anticamente furono cacciati gli ebrei. Occupa un’area che è sacra a tre religioni, ebraica, cristiana e musulmana, e per questo fonte di conflitti da secoli.

Mentre la questione israelo-palestinese è a un punto morto, con il riacuirsi delle tensioni e i nuovi scontri scatenati alla decisione di Donald Trump di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, di fatto riconoscendo quest’ultima come la vera capitale di Israele, come sostengono gli israeliani, ma senza avere il riconoscimento della comunità internazionale e soprattutto con la ferma opposizione degli arabi, Israele è un Paese in crescita, economica e turistica. Negli ultimi anni è diventato un importante centro finanziario internazionale e sempre più turisti da tutto il mondo lo visitano, non solo per i luoghi della spiritualità, ma anche per le sue bellissime spiagge, la movida, il benessere, la gastronomia e i festival.

Insomma, al di là della Terra Santa, del suo indubbio fascino e dei suoi conflitti, c’è molto altro, e questo altro rappresenta una forte attrattiva, in particolare per il turismo giovane,spinto a visitare Israele anche grazie ai sempre più numerosi voli low cost che collegano il Paese con tutta Europa. In proposito vi abbiamo già segnalato i nuovi voli low cost di Ryanair in partenza dall’Italia e diretti verso Israele e la vicina Giordania.

Gerusalemme, Muro del Pianto (iStock)

Vi ricordiamo, poi, che quest’anno il Giro d’Italia 2018 partirà proprio da Israele, con il via da Gerusalemme, con la prima tappa a cronometro, e poi due tappe: Haifa-Tel Aviv e Bèer Sheva-Eilat. Il Giro inizierà il 4 maggio e sarà in Israele per tre giorni, fino al 6 maggio.

De seguito la nostra Guida di Israele.

Guida di Israele: dove andare

Quando si visita Israele, la prima tappa dove andare è sicuramente la Gerusalemme, Città Santa per tre le tre religioni monoteiste e da sempre aspramente contesa. Vi abbiamo accennato sopra alle dispute su Gerusalemme capitale, che nelle intenzioni della maggioranza degli Stati della comunità internazionale dovrebbe diventare la capitale di due Stati: quello israeliano e quello palestinese. Una questione tutta da risolvere finché non sarà riconosciuto lo Stato di Palestina. Per questo motivo Gerusalemme è stata divisa in due parti, quella israeliana e quella palestinese, una a ovest l’altra a est, in quella che viene chiamata Cisgiordania. Sebbene Israele abbia occupato anche questi territori: Gerusalemme Est e la Cisgiordania. Occupazione che tuttavia non è riconosciuta dalla comunità internazionale, che chiama queste zone “territori occupati”. In queste zone si trovano anche i luoghi sacri della cristianità.

La Cupola della Roccia di Gerusalemme (Thinkstock)

In questa parte di Gerusalemme, quella che è chiamata la Città Vecchia, si trovano: la Basilica del Santo Sepolcro, la Moschea di Omar, il Muro Occidentale o Muro del Pianto, oltre il quale si trova il Monte del Tempio noto anche come Spianata delle Moschee, dove si trovano la Cupola della Roccia, la grande cupola dorata simbolo di Gerusalemme, e la mosche al-Aqsa. Da vedere nella Città Vecchia di Gerusalemme anche la Porta dei Leoni e il vicino giardino dei Getsemani, la Torre di Davide e la Porta di Giaffa. La Tomba di Davide rimane appena più a sud, dopo la Porta di Sion. Da visitare anche il quartiere armeno con la Cattedrale di San Giacomo, sempre nella Città Vecchia di Gerusalemme. Molto suggestivo è anche il quartiere arabo.

Nella parte ovest di Gerusalemme, appena fuori dalla città, si trova invece lo Yad Vashem, il memoriale dedicato alle vittime dell’Olocausto. Nella parte nuova di Gerusalemme è da vedere anche il Museo di Israele, e qui lo Shrine of the Book, il Santuario del Libro, dove sono custoditi i famosi Rotoli del Mar Morto.

A sud di Gerusalemme, si trova Betlemme, sempre in Cisgiordania, luogo della nascita di Gesù, dove si trova la Basilica della Natività, costruita proprio sulla grotta dove Gesù sarebbe nato. Nazareth, invece, la città dove Gesù è cresciuto e vissuto, e che gli ha dato il nome di Nazareno, si trova a nord, nello Stato di Israele, a circa metà strada tra il Lago di Tiberiade e la città costiera di Haifa. A Nazareth si trova la Fontana della Vergine, unica sorgente della città, dove Maria ricevette una prima Annunciazione, poi spaventata scappò a casa e qui ricevette l’Annunciazione vera e propria.

Haifa e il giardino Bahai (iStock)

Haifa o Caifa è una grande città costiera, che si affaccia su una baia nella parte settentrionale dello Stato di Israele, non lontano dal confine con il Libano. Spettacolare il panorama sulla città e sul mare dal Monte Carmelo, che ospita una riserva naturale ed è bene protetto dall’Unesco. Da vedere il tempio e il giardino di Bahai, antico culto persiano. Da visitare le grotte di Rosh HaNikra, al confine con il Libano. Sulla costa di Haifa si trovano molte belle spiagge attrezzate.

Passiamo a Tel Aviv, città giovane, capitale della finanza e del divertimento, con i suoi grattacieli affacciati sulle grandi spiagge. Una città cosmopolita, i cui abitanti vengono da tutte le parti del mondo. Ebrei che si sono trasferiti qui da altri Paesi, ma non solo, anche tante persone trasferitesi qui per lavoro. Dopo una giornata passata a lavorare si va in spiaggia a fare un tuffo in mare e a prendere l’aperitivo con gli amici. Una città che è esattamente l’opposto della millenaria e spirituale Gerusalemme e proprio qui sta il suo punto di forza. Passeggiando per le strade di Tel Aviv incontrerete un’infinità di culture, colori e contrasti: dalle atmosfere tipicamente orientali ai caffè moderni, dai severi edifici in stile Bauhaus degli anni ’30 a quelli colorati sul lungomare come a Miami Beach. Tanti i locali alla moda e gli hotel di lusso che si affacciano sul Lungomare e sulla grande spiaggia. Numerosi sono i luoghi della cultura: musei, teatri, sale concerto. Da vedere il Tel Aviv Museum of Art, il Beit Hatfutsot, con mostre multimediali, la Casa museo di Ben Gurion e il Museo Terra di Israele (Eretz Israel Museum), dedicato all’archeologia, al folclore e all’artigianato israeliani. Nella zona stesa zona si trovano altri musei, il Centro Culturale dedicato a Yitzhak Rabin e un’area archeologica con mosaici antichi.Da non perdere i quartieri di Rothschild Boulevard e Allenby Street.

Ricordiamo anche l’antica città di Giaffa, storico porto del Mediterraneo, oggi inglobata nell’area urbana di Tel Aviv.

Giaffa (iStock)

Infine, da non dimenticare le aree naturali. Su tutte la costa israeliana del Mar Morto, con alberghi e spa per il relax e i trattamenti estetici. Le strutture ricettive sono concentrate sulla sponda meridionale, nelle località di Ein Gedi e Ein Bokek.

Da vedere anche la Riserva naturalistica di Banias, nota anche come Riserva Nahal Hermon, sulle Alture del Golan. La riserva ospita il Santuario rupestre di Banias e la stupenda cascata omonima. Su una collina sopra il Santuario, si trova la tomba del profeta Elia, indicata da una lapide bianca. Un altro spettacolo da non perdere è il Deserto di Negev, nella parte meridionale del Paese, ha forma di un triangolo isoscele rovesciato, con la punta sulla città di Eilat, mentre la parte nord confina con il Mar Morto.

La città costiera di Eilat è un importante centro turistico israeliano che si affaccia sul Mar Rosso, sull’estremità settentrionale della costa del Golfo di Aqaba. La  località balneare ha belle spiagge e un mare con fondali spettacolari, per questo ospita uno dei più importanti centri di immersione al mondo. Eilat è tappa delle navi da crociera, offre molte attività per lo sport e locali per il divertimento.

Eilat (Israele)

Guida di Israele: cosa mangiare

In Israele trovate una cucina mediterranea e mediorientale con tante specialità da gustare. I piatti sono a base di pesce, carne e vegetali e legumi, con uso generoso di spezie. Un tipico piatto sono i Falafel, polpettine di legumi, a base di ceci, fave, fagioli aromatizzati con spezie, fritte e servite con verdure fresche e salse. Un altro piatto popolare è l’Hummus, una purea di ceci cotti e pasta di sesamo. Sia i Falafel che l’Humus vengono della tradizione libanese, quindi araba, ma sono diventati tipici anche della cucina israeliana. Altro piatto popolare, che viene dalla Turchia, è lo Shawarma, preparato con carne di pecora o di tacchino cotta lentamente su un grande spiedo, ricoperta di grasso di pecora e servita con pita, il pane mediorientale, accompagnata con verdure e salse. Molti sono i piatti importati a Israele da tutto il mondo.

Falafel (iStock)

In Israele si trovano ristoranti si tutti i tipi, dalla cucina mediorientale a quella internazionale. Inoltre, i precetti della religione ebraica sull’alimentazione, soprattutto il divieto di mescolare carne con latte e derivati, fanno sì che si trovino due tipi di ristorante nettamente distinti: i ristoranti di carne (basari), in cui si trovano piatti di carne (di animali permessi, essenzialmente bovini, ovini, caprini e pollame), e ristoranti di latte (halavi), in cui si mangia pesce e piatti a base di verdura o latticini. Si trovano comunque anche ristoranti non kasher, dove i precetti religiosi sull’alimentazione non sono osservati.

Guida di Israele: quando andare

Si può visitare Israele tutto l’anno. Comunque i periodi migliori sono la primavera, nei mesi di aprile e maggio, o l’autunno, tra settembre e ottobre. In queste stagioni, infatti, le temperature sono miti quasi ovunque. Anche i mesi di marzo e novembre vano bene per una visita, ma sono a rischio pioggia, soprattutto sulla costa. In estate fa molto caldo, con temperature intorno ai 40°, è indicata solo se andate al mare, tenendo presente che è alta stagione e i prezzi sono più elevati. Il periodo di alta stagione coincide poi con le festività ebraiche. L’inverno, invece, può essere molto freddo, soprattutto sulle alture, mentre sulle coste piove molto.

Guida di Israele: come arrivare e documentazione

Per raggiungere Israele il metodo più pratico e sempre più economico, grazie ai voli low cost, è l’aereo.

Riguardo alla documentazione, per i turisti italiani in visita ad Israele è sufficiente il passaporto, con validità residua di 6 mesi, senza bisogno di visto. I turisti potranno rimanere nel Paese fino ad un termine massimo di 90 giorni (3 mesi).

Come si legge sul sito Viaggiare Sicuri: al momento dell’ingresso nel Paese, le autorità israeliane non appongono il timbro di ingresso sul passaporto, ma consegnano un piccolo tagliando con i dati del viaggiatore e i termini del visto, da esibire in particolare in caso di ingresso nei Territori Palestinesi. Si raccomanda di conservare tale tagliando sino al momento del rientro in Italia.

Nei Territori Palestinesi, per soggiorni superiori a 90 giorni e per motivi diversi da turismo (studio, lavoro, ONG, ecc.) è necessario munirsi di un visto “Judea e Samaria only” rilasciato in loco dall’autorità israeliana responsabile per i Territori Palestinesi (Coordinator of Government Activities in the Territories), tramite il Ministero palestinese per gli Affari Civili. Si suggerisce di contattare, prima della partenza, l’Ambasciata d’Israele a Roma per verificare se il programma di viaggio possa creare problemi al momento dell’ingresso in Israele.

La presenza sul passaporto di timbri o visti di alcuni Paesi arabi o islamici o considerati sensibili non costituisce, di per sé, motivo di respingimento alla frontiera israeliana ma può rappresentare un pregiudizio sfavorevole per la Polizia di frontiera, che può sottoporre il viaggiatore a lunghi ed approfonditi controlli con esito imprevedibile.

Infine i controlli in aeroporto possono essere molto lunghi e invasivi, anche con possibilità di interrogatori.

La moneta in uso in Israele è lo Shekel. Il sabato è giorno festivo, con chiusura delle attività e trasporti quasi assenti o molto ridotti. La festività inizia dal tramonto del venerdì.

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A cura di Valeria Bellagamba