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Parcheggio auto (iStock)

Una condanna per violenza privata.Rischiate di prenderla se parcheggiate la macchina male. Sembra incredibile, eppure è tutto vero ed è accaduto a Messina. Ecco la storia.

Denuncia per violenza privata per aver parcheggiato male la macchina

Fate molta, moltissima attenzione a come parcheggiate la macchina. Se per caso dovesse essere troppo vicina ad un’altra vettura potreste essere condannati per il reato di violenza privata. Sì un reato, ed è inutile specificare “penale”, perché un reato è sempre penale.

È quello che è accaduto ad un automobilista di Messina: l’uomo aveva parcheggiato la sua auto troppo vicina a quella di un altro conducente, tanto da obbligarlo ad uscire dal lato passeggero.

Quest’ultimo lo ha denunciato per violenza privata. L’automobilista è stato rinviato a giudizio e condannato in tutti e tre i gradi di giudizio, fino alla Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna in Appello. La Cassazione con sentenza numero 53978/2017 ha disposto che l’automobilista “facendo uso improprio della propria autovettura che parcheggiava nei pressi dell’auto su cui sedeva la persona offesa a distanza tale (pochi centimetri) da non consentire al conducente di scendere dal suo lato, costringeva quest’ultimo a dover scendere da lato passeggero”. La Corte d’Appello di Messina a sua volta aveva confermato la condanna in primo grado del Tribuale.

Fa un certo effetto questa condanna, perché è capitato quasi a tutti di parcheggiare l’auto molto vicina ad un’altra, specialmente quando i parcheggi sono molto stretti. Così come a molti di noi è capitato di dover scendere dal lato del passeggero perché a fianco di quello del guidatore non c’era abbastanza spazio a causa della presenza di un’altra vettura, ma a nessuno, o quasi, è venuto in mente di sporgere denuncia per questo! Certo, è una seccatura, ma finisce lì. Se dovessimo denunciare per violenza privata tutti i seccatori non basterebbe una vita trascorsa nelle aule di tribunale.

Ogni caso, comunque, fa storia a sé e forse in questo particolare caso c’era dell’altro e parcheggiare l’auto volutamente attaccata ad un’altra era stato fatto forse di proposito, come molestia all’altra persona.

La difesa del condannato ha argomentato che l’automobile incriminata aveva parcheggiato solo un prossimità dell’altra auto e che il conducente si era affiancato per discutere con l’automobilista intrappolato. I giudici, però, non hanno voluto saperne e hanno ravvisato la violenza privata nel comportamento che con “qualsiasi mezzo” sia “idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e azione”. Quindi anche parcheggiandogli troppo vicino.

Nel dispositivo della sentenza della Corte di Cassazione si legge: il ricorrente “posizionandosi con la propria vettura a pochi centimetri dello sportello lato autista dell’autovettura della persona offesa, la quale, per la presenza di autovetture parcheggiate avanti e dietro, non poteva in alcun modo spostarsi, ha costretto la stessa parte offesa a scendere dal proprio mezzo per affrontarlo in una discussione“.

La stessa cosa vale anche se parcheggiate davanti ad un passo carrabile, impedendo l’uscita di veicoli dal passo. Stessa cosa, e ancora più grave, se si parcheggia l’auto nel posto riservato ai disabili.

Attenzione dunque, automobilista avvisato, mezzo salvato.