Il paese in cui è vietato morire

Calabria (ThinkStock)
Calabria (ThinkStock)

In Italia c’è un paese in cui è vietato morire. E non è un modo di dire: in questo paese il sindaco ha emesso un’ordinanza per la quale chi non si controlla o non effettua regolari check-up medici viene multato. Quindi se non si vuole incorrere in sanzioni bisogna restare in ottima salute.

Ci troviamo in Calabria, nella provincia di Cosenza, nel piccolo paese di Sellia. Un paesino di appena 500 persone il cui sindaco Davide Zicchinella, medico pediatra di 40 anni, vuole, per quanto possibile, mantenere in vita. Affinché il paese non si spopoli del tutto e anche per poter offrire ai suoi paesani, per la stragrande maggioranza anziani, un servizio medico.

“Ho fatto quest’ordinanza per far capire alla popolazione che questa è una cosa importante e i risultati ci sono stati – ha spiegato – Da dopo l’ordinanza, in un solo mese 100 persone hanno fatto i controlli ematici e oggi siamo a 230 su un paese di 500 che hanno fatto controlli e visite. Sfioriamo quasi il 50% degli abitanti”.

Per aiutare gli anziani ad effettuare i controlli e non obbligarli a muoversi fino alla struttura sanitaria più vicina,  i medici e gli infermieri arrivano regolarmente in paese. Inoltre nell’ordinananza oltre alla multa di 30 euro per i trasgressori dei controlli ci sono anche incentivi e agevolazioni per chi aderisce all’obbligo della buona salute.

Il sindaco non vuole solo mantenere in forma i suoi paesani, ma anche attirare giovani. Motivo per il quale grazie al contributo dell’Unione Europea nel piccolo paese di Sellia sono sorti un park adventure e diverse strutture ricettive.

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.